“Quanta gente ho incontrato io, quante storie e quante compagnie, ma ora voglio di più” recitava il suo successo del 1985 Una storia importante, ed Eros Ramazzotti, oggi, si appresta a festeggiare un compleanno importante. Sono infatti ben sessanta le candeline spente dal cantautore romano, nato il 28 ottobre 1963: quindici album in studio, cinque raccolte, duetti con i più grandi nomi e un’infinità di canzoni che, in oltre trent’anni di carriera, l’hanno reso una delle voci più amate e apprezzate del panorama musicale. Una giornata particolare in cui arrivano anche gli auguri pubblici e a mezzo stampa della figlia Aurora: “Ora che sono madre ti capisco e vorrei averti abbracciato di più”.
Una passione, quella per la musica, nata “ai bordi di periferia dove i tram non vanno avanti più” nel quartiere popolare del Lamaro a Cinecittà, lì dove campeggia oggi un gigantesco murales con il suo ritratto. Perché, in questi anni, Ramazzotti ne ha fatta di strada. Risale al 1981 il suo esordio sulle scene, con la partecipazione al concorso Voci Nuove del Festival di Castrocaro, mentre all’anno successivo il suo debutto ufficiale con la canzone Ad un amico. Il 1984 è quindi il momento di Terra promessa, che gli fa vincere la sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo: è nata una stella. Cuori agitati il titolo del suo primo album del 1985, che contiene anche quella Una storia importante presentata tra i Big del Festival di Sanremo dello stesso anno e che si rivelerà un enorme successo.
Nel 1986 di nuovo Sanremo e di nuovo un grande successo con Adesso tu, che gli fa raggiungere il gradino più alto del podio. “Oggi, trentacinque anni fa, Adesso tu vinceva la trentaseiesima edizione del Festival di Sanremo” aveva scritto l’artista nel 2021 sul suo profilo Instagram ricordando quei momenti, “Un sogno che si è potuto realizzare grazie al duro lavoro e a tutti coloro che mi hanno sempre sostenuto”. Da adesso in poi Eros c’è, è il nuovo eroe della canzone italiana. E proprio Nuovi eroi è il titolo del suo secondo album, a cui seguono In certi momenti nel 1987 (e che contiene un brano con Patsy Kensit, la prima di numerose collaborazioni internazionali che hanno visto, tra gli altri, Laura Pausini, Joe Cocker, Ricky Martin, Tina Turner, Anastacia e Cher), Musica è del 1988, In ogni senso del 1990 e Tutte storie del 1993, che lo consacrano definitivamente a livello mondiale.
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Nel 1996 è quindi l’ora di Dove c’è musica e il cantante balza agli onori della cronaca non solo per il suo talento artistico, ma anche per la sua vita privata grazie alla sua relazione con Michelle Hunziker (che sposa nel 1998): da Più bella cosa, dedicata proprio alla conduttrice, a L’aurora dedicata alla figlia appena avuta (e che a marzo 2023 l’ha reso nonno), il disco è l’ennesimo successo e il cantante è ormai a tutti gli effetti una superstar. “È stata il mio grande amore” aveva confessato parlando dell’ex moglie, “È la madre di mia figlia. Quando due si lasciano non devono fare la guerra tutti i giorni. Perché l’amore e l’affetto ci saranno sempre”. Dopotutto l’aveva già detto in un altro suo successo che “Certi amori regalano un’emozione per sempre, momenti che restano così impressi nella mente”.
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Ma se la relazione con Hunziker ha avuto un termine, di certo la sua relazione con la musica continua nel tempo: Stilelibero (2000), 9 (2003), Calma apparente (2005), Ali e radici (2009), Noi (2012), Perfetto (2015), Vita ce n’è (2018) e l’ultimo Battito infinito (2022) le sue altre creature, a cui Ramazzotti ha affiancato negli anni un’attività di autore per colleghi altrettanto famosi (come Giorgia, Gianni Morandi e Ornella Vanoni), oltre a quella di papà (di Aurora e di Raffaela Maria e Gabrio Tullio, avuti dalla seconda moglie Marica Pellegrinelli) e nonno. “Penso che un artista, qualsiasi cosa faccia, ci mette il cuore” aveva dichiarato con la sua voce inconfondibile a Radio Italia, “Noi cantiamo, per cui dobbiamo fare delle canzoni che arrivino al cuore. C’è bisogno di musica, perché la musica è importante che dia un po’ di speranza, che faccia passare dei momenti belli”. E raggiunto il traguardo dei sessanta, “È cresciuto sai quel ragazzo che sognava”, ma prosegue inesorabile il suo cammino.