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Emma: “Canto per ogni ragazza che si sente imperfetta. Ci meritiamo la felicità”

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Intervista all’artista in vetta alle classifiche con il nuovo album ‘Souvenir’
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«Sono nove racconti di vita», dice Emma Marrone, un misto di grinta, passione e dolcezza, parlando del nuovo disco Souvenir con cui ha scalato le classifiche. «La gente mi vuole bene, non è scontato, mi conosce nel profondo, non ho mai fatto la bella figa. Sto facendo le prove e non vedo l’ora di cantare». Dal 10 novembre suonerà nei club in tutta Italia, 18 date, partenza da Nonantola (Modena), dal 12 al 15 novembre sarà al Largo Venue a Roma, poi Padova, Milano.

La ragazza partita da Amici che ha conquistato il Festival di Sanremo (cantante e conduttrice), il cinema, che ha combattuto un tumore a 24 anni, che parla di sé a cuore aperto, ha trovato il suo posto nel mondo. Quello che la emoziona, che le fa paura e la rende forte, finisce nelle canzoni, bellissime (Mezzo…

«Sono nove racconti di vita», dice Emma Marrone, un misto di grinta, passione e dolcezza, parlando del nuovo disco Souvenir con cui ha scalato le classifiche. «La gente mi vuole bene, non è scontato, mi conosce nel profondo, non ho mai fatto la bella figa. Sto facendo le prove e non vedo l’ora di cantare». Dal 10 novembre suonerà nei club in tutta Italia, 18 date, partenza da Nonantola (Modena), dal 12 al 15 novembre sarà al Largo Venue a Roma, poi Padova, Milano.

La ragazza partita da Amici che ha conquistato il Festival di Sanremo (cantante e conduttrice), il cinema, che ha combattuto un tumore a 24 anni, che parla di sé a cuore aperto, ha trovato il suo posto nel mondo. Quello che la emoziona, che le fa paura e la rende forte, finisce nelle canzoni, bellissime (Mezzo mondo è stata la colonna sonora dell’estate). Quelle del nuovo disco le ha scritte, tra gli altri, con Paolo Antonacci e Davide Simonetta ma anche con Lazza e Franco126. «Mi sono presa il mio tempo, l’album arriva a quattro anni da Fortuna. Ogni canzone ha un’identità, i brani riempitivi non mi interessano».

“Intervallo” è dedicata a suo padre Rosario, morto nel settembre 2022. Che rapporto avevate?

«Era il mio faro, il mio migliore amico, mi ha trasmesso la passione per la musica. Ha lasciato una famiglia unita. Quando se n’è andato non ero con lui, mi aveva chiesto di non cancellare un impegno di lavoro. Pensavo di riuscire a tornare per salutarlo, non è stato così. Ho provato dolore e rabbia. Ne ho parlato con Franco126, con il verso “non sei così lontano, sei dall’altra parte” ho elaborato il senso di colpa».

In “Capelli corti” canta cosa significhi deludere le aspettative, non corrispondere al modello, essere criticate perché non hai avuto figli: la considera un manifesto femminista?

«È dedicata a tutte le ragazze che si sono viste come pagliacci, fuori luogo, imperfette, diverse rispetto agli standard imposti dalla società. Invece ci meritiamo di essere felici, di stare bene e fregarcene. Questo disco è tutto positivo, non l’avrei mai detto perché mi conosco, sono una persona pesante, un macigno».

Perché ci sono tanti hater?

«Perché è pieno di persone frustrate. Spesso attaccano per ciò che vorrebbero essere e avere, si sentono autorizzate a insultare; il successo non viene mai perdonato. Quando pensano di ferirmi, mi viene solo da dire: non immaginate neanche quanti chili di cereali sottomarca dovete mangiare prima di insultarmi come io insulto me stessa».

Sempre autocritica? Eppure c’è di che essere fiera: Vasco Rossi ha scritto per lei con Gaetano Curreri “Io sono bella” e due anni fa ha aperto il suo concerto a Imola.

«Sarò grata a Vasco per tutta la vita, mi ha fatto un regalo bellissimo. Sono cresciuta con le sue canzoni, è un mito. Ma continuo a giudicarmi».

Il 25 maggio compirà 40 anni, che effetto le fa?

«Mi chiedo come sia successo, fino all’altro ieri erano 25. Non sono ricorsa alle punturine, ho superato problemi di salute enormi, ora sto bene con me stessa, arrivo a 40 anni orgogliosa. Coltivo l’autostima e ringrazio mia madre, donna in gamba poco avvezza alle chiacchiere. Sono cresciuta con degli ideali. Ho subìto migliaia di attacchi, in alcuni momenti ho sofferto, ho fatto un grande lavoro su me stessa. Non sono narcisista, come tutti ho le mie fragilità, ma so chi sono».

Cosa manca alle donne?

«La complicità. Se facessero più squadra, fossero solidali, le cose andrebbero in modo diverso. Sono stata felice che Madame e Annalisa siano arrivate prime in classifica nel 2023, poi al primo posto sono salita io. È un bel momento per le donne del pop, tutta luce».

Si fa marketing sul corpo delle donne: troppo nude, troppo vestite. Come vive il rapporto col corpo?

«Della mia immagine faccio quello che voglio, ci sono foto in cui sono una gran figa ma non mi sono mai vergognata a mostrarmi struccata, in pigiama. Non viviamo col trucco e parrucco in casa... Oddio, qualcuna sì magari. Ma non ho mai puntato sulla bellezza, credo di avere valori più profondi, poi sono fortunata, obiettivamente sono una bella ragazza. Mi dispiace che tante ragazzine si distruggano. Vado negli ospedali a trovarle: soffrono di bulimia, anoressia, alcune si tagliano. Quanto dolore. I problemi nascono anche a scuola, sono bullizzate. Viviamo in una società dove non ci manca niente — scarpe firmate, possiamo fare tutti gli sport del mondo — ma dovremmo prima costruirci interiormente».

Ammetterà, i social con l’ideale di perfezione fasulla fanno danni.

«Si è creato un mondo parallelo, bisognerebbe tenere meno i telefoni in mano».

L’amore come va?

«Sono sola da anni. Quando impari a stare molto da sola, capisci chi vuoi al tuo fianco. Non ho bisogno di un uomo che mi completi: vorrei condividere le cose della vita, senza rotture di scatole. Tutte le sere c’è gente a casa, ma poi ho la mia solitudine. E mi piace».

Si consiglia ancora con Maria De Filippi?

«Sempre. Maria ascolta i miei singoli in uscita, c’è un confronto su tutto. La conosco da 14 anni: se non ci fosse stata quella bionda non avrei combinato niente. Le devo molto, se non tutto».

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