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“Canzoniere italiano” di Luigi Manconi e Têtes de Bois

Demetrio Stratos

 
Nuovo appuntamento con la rubrica sul verso più bello della musica leggera italiana
2 minuti di lettura

Giocare col mondo facendolo a pezzi

Bambini che il sole ha ridotto già vecchi

Luglio, agosto, settembre (nero) degli Area, 1973

Mentre continuano a fluire le indicazioni dei lettori per il nostro Grande Referendum riporto ancora le opinioni di alcuni Grandi Elettori sul “verso più bello della musica leggera italiana”.

Riccardo Rodolfi, ottimo uomo di teatro, si è impegnato laboriosamente e ha inviato questo prezioso contributo: “Giocare col mondo facendolo a pezzi /Bambini che il sole ha ridotto già vecchi / Forse un dì sapremo quello che vuol dire / Affogar nel sangue con l’umanità (Area, Luglio, agosto, settembre [nero]); “Dalla sua cella lui vedeva solo il mare/Ed una casa bianca in mezzo al blu /Una donna si affacciava, Maria / È il nome che le dava lui” (Lucio Dalla e Gianfranco Baldazzi, La casa in riva al mare); “La domenica delle salme / Non si udirono fucilate / Il gas esilarante / Presidiava le strade / La domenica delle salme / Si portò via tutti i pensieri / E le regine …

Giocare col mondo facendolo a pezzi

Bambini che il sole ha ridotto già vecchi

Luglio, agosto, settembre (nero) degli Area, 1973

Mentre continuano a fluire le indicazioni dei lettori per il nostro Grande Referendum riporto ancora le opinioni di alcuni Grandi Elettori sul “verso più bello della musica leggera italiana”.

Riccardo Rodolfi, ottimo uomo di teatro, si è impegnato laboriosamente e ha inviato questo prezioso contributo: “Giocare col mondo facendolo a pezzi /Bambini che il sole ha ridotto già vecchi / Forse un dì sapremo quello che vuol dire / Affogar nel sangue con l’umanità (Area, Luglio, agosto, settembre [nero]); “Dalla sua cella lui vedeva solo il mare/Ed una casa bianca in mezzo al blu /Una donna si affacciava, Maria / È il nome che le dava lui” (Lucio Dalla e Gianfranco Baldazzi, La casa in riva al mare); “La domenica delle salme / Non si udirono fucilate / Il gas esilarante / Presidiava le strade / La domenica delle salme / Si portò via tutti i pensieri / E le regine del tua culpa / Affollarono i parrucchieri (Fabrizio de André, La domenica delle salme); “Non mi svegliate ve ne prego / Ma lasciate che io dorma questo sonno / C’è ancora tempo per il giorno / Quando gli occhi si imbevono di pianto/I miei occhi... di pianto (Banco del Mutuo Soccorso, Non mi rompete); “Bambola avvolta nel tulle, già messa via / Di tanti bei sogni la musa / Ghibli che soffia dietro a una porta chiusa/Ah, mi sento fradicio di magia /Ma forse a quest’ora siam già fuori orario, però / un pediluvio mi farò / C’ho qui un bel talco da miliardario (Paolo Conte, Colleghi trascurati); “S’alza il sole sui monti / E sono ferito a morte, ferito al petto e condannato / Povero operaio, povero pastore, povero contadino / S’alza il sole sui monti/ E sono morto e sotterrato” (Lucio Dalla e Roberto Roversi, L’operaio Gerolamo); “Il loro amore moriva / Come quello di tutti / Come una cosa normale e ricorrente/Perché morire e far morire / È un’antica usanza / Che suole aver la gente” (Giorgio Gaber, Il dilemma); “E tu no, non scaglierai mai più / La tua lancia per ferire l’orizzonte / Per spingerti al di là / Per scoprire ciò che solo Iddio sa” (Banco del Muto Soccorso, R.I.P.); “C’è solo la strada su cui puoi contare / La strada è l’unica salvezza / C’è solo la voglia, il bisogno di uscire / Di esporsi nella strada, nella piazza / Perché il giudizio universale / Non passa per le case / In casa non si sentono le trombe/In casa ti allontani dalla vita/Dalla lotta, dal dolore, dalle bombe (Giorgio Gaber, C’è solo una strada); “Era mattino presto, e mi chiamano alla finestra/Mi dicono “Francesco ti vogliono ammazzare” / Io domando “Chi?”, loro fanno “Cosa?”/ Insomma prendo tutto, e come San Giuseppe/Mi trovo a rotolare per le scale, cercando un altro Egitto” (Francesco De Gregori, Cercando un altro Egitto); “Io lavoro al bar di un albergo a ore/Porto su il caffè a chi fa l’amore / Vanno su e giù coppie tutte uguali / Non le vedo più manco con gli occhiali” (Herbert Pagani, Albergo a ore); “E sei così scema / Che più scema non c’è / Ma sei così bella / Che per te morirò” (Ivan Graziani, E sei così bella).

canzoniereitalino@gmail.com

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