Dargen D’Amico a Sanremo 2024: “Il festival è un tentativo di godersi la vita e di confrontarsi”

Dargen D’Amico a Sanremo 2024: “Il festival è un tentativo di godersi la vita e di confrontarsi”

Ex giudice di ‘X Factor’ torna all’Ariston per la seconda volta e confessa: “Vorrei passare un po’ di tempo da solo con Amadeus”

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Ha da poco concluso il suo secondo anno da giudice a X Factor, ma pare proprio non esserci riposo per Dargen D’Amico, in gara al Festival di Sanremo con la canzone Onda alta. Alla sua seconda volta da concorrente ufficiale (aveva debuttato nel 2022 con Dove si balla), sebbene già presente alla kermesse prima come giudice di Area Sanremo nel 2013 e poi nel 2021 come autore dei brani Chiamami per nome di Fedez e Francesca Michielin e Dieci di Annalisa. Perché, come ha rivelato alle telecamere di RaiPlay, “Non è forse la partecipazione a Sanremo un tentativo di godersi la vita e quindi di avere la possibilità anche di confrontarsi?”.


Jacopo Matteo Luca D’Amico, per tutti Dargen (in onore del nickname “Corvo d’argento” che aveva assunto in un librogame), occhiale scuro sempre addosso e un’aria imperscrutabile che non fa mai capire fino in fondo che cosa stia pensando. “Il genere? Musica italiana” – le sue parole per descrivere la sua Onda alta – che comprende un po’ tutti gli stimoli che questo Paese ha ricevuto negli anni, musicalmente. E in qualche modo anche il brano è un brano italiano che si ispira alla forma di questo Paese e all'ambiente che ha reso la nostra cultura la cultura italiana, quello che è oggi, e cioè il Mar Mediterraneo”. Un progetto, Onda alta, giunto dopo dieci album in studio e svariati brani da solista o in collaborazione con altri artisti. Perché di Dargen ce n’è uno: “Per quel che mi riguarda non saprei definire cosa separa il progetto discografico dalla vita di tutti i giorni, non sono in grado di essere oggettivo in questo” aveva dichiarato all’Agi qualche tempo fa, “certo è che nessuno di noi è univoco, tu in questo momento sei una versione di te stesso molto diversa rispetto a quando sei con la persona che ami o con la tua famiglia o con il tuo pubblico. Senza dubbio in Dargen D’Amico ci sono delle cose vicine a me e altre che io non farei mai, che fanno parte di un percorso, di un gioco”.

E se nel 2022 si era classificato nono con quella Dove si balla che aveva davvero fatto ballare tutti gli italiani, il “cantautorapper” è ora pronto a riportare la sua magia sul palco dell’Ariston: “Cosa vorrei dire ad Amadeus? Beh, vorrei dire tante cose ma all'orecchio. Vorrei avere la possibilità di passare un po’ di tempo con lui, solo noi, perché ogni volta che lo incontro è sempre pieno di gente. Ci sono artisti, manager, truccatori, truccatori dei manager, perché adesso i manager hanno anche i truccatori, le discografiche… Non sembra, tu non lo vedi, ma in realtà in questa sala saremo duecento persone. Anche perché comunque Amadeus non ha lesinato sul numero degli artisti, trenta”. Dopotutto lui l’aveva detto: “L’ironia è anche il motore dell’adattamento dell’uomo, perché se non riuscissimo a prendere con ironia quello che succede, sarebbe difficile passare da un giorno all’altro. Se non ci fosse l’ironia sarebbe letta per quella che è la vita, ed è una tragedia”.

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