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“Udio”, create la vostra musica, ai sentimenti ci pensa l’intelligenza artificiale

Una app consente di comporre brani “emozionali”. Ma occhio ai diritti e alla normativa europea
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Fate voi stessi la vostra musica. Non parliamo di normali playlist, ma delle creazione di veri e propri contenuti musicali con il supporto dell’Intelligenza Artificiale. Tema non nuovo, ma che adesso torna di stretta attualità grazie a Udio, una nuova app ideata da un team di ex ricercatori di Google.

L’obiettivo della app, finanziata da un gruppo di investitori che comprende anche artisti celebri come will.i.am e Common, è quello di permettere a tutti, dai musicisti di formazione classica a quelli con ambizioni da popstar, di creare musica “emotivamente significativa” in pochi istanti. Che si tratti di registrare un caro ricordo in una canzone, di generare colonne sonore divertenti per meme o di creare brani completi per la pubblicazione professionale. «Non c’è nulla sul mercato che si avvicini alla facilità d’uso, alla qualità della voce e alla musicalità di ciò che abbiamo ottenuto con Udio: è una vera testimonianza per le persone che abbiamo coinvolto», afferma David Ding, cofonda…

Fate voi stessi la vostra musica. Non parliamo di normali playlist, ma delle creazione di veri e propri contenuti musicali con il supporto dell’Intelligenza Artificiale. Tema non nuovo, ma che adesso torna di stretta attualità grazie a Udio, una nuova app ideata da un team di ex ricercatori di Google.

L’obiettivo della app, finanziata da un gruppo di investitori che comprende anche artisti celebri come will.i.am e Common, è quello di permettere a tutti, dai musicisti di formazione classica a quelli con ambizioni da popstar, di creare musica “emotivamente significativa” in pochi istanti. Che si tratti di registrare un caro ricordo in una canzone, di generare colonne sonore divertenti per meme o di creare brani completi per la pubblicazione professionale. «Non c’è nulla sul mercato che si avvicini alla facilità d’uso, alla qualità della voce e alla musicalità di ciò che abbiamo ottenuto con Udio: è una vera testimonianza per le persone che abbiamo coinvolto», afferma David Ding, cofondatore e amministratore delegato di Udio, che aggiunge: «Abbiamo raccolto feedback da alcuni degli artisti e produttori musicali più prolifici come will.i.am, Common e Kevin Wall, per garantire che fosse disponibile tutto ciò che pensavano potesse migliorare l’esperienza. Ci atteniamo agli standard più elevati e crediamo di aver raggiunto qualcosa di veramente straordinario, quindi non vediamo l’ora di mettere Udio nelle mani degli amanti della musica di tutto il mondo».

Modalità d’uso: in pochi passaggi gli utenti possono digitare una descrizione del genere musicale che desiderano realizzare, fornire l’argomento o testi personalizzati e indicare gli artisti a cui ispirarsi. In meno di 40 secondi, Udio crea una traccia audio di qualità completamente masterizzata. Gli utenti possono modificare ulteriormente le proprie creazioni tramite la funzione “varia” dell’app, che consente ulteriori interventi trasformando l’utente in un produttore a tutti gli effetti. Il problema, come sempre in questi casi, riguarda la modalità d’uso dei contenuti assemblati per creare la banca dati da cui attinge l’IA e le relative licenze di utilizzo.

Che conseguenze comporta questa nuova realtà per l’industria discografica e per i possessori dei diritti? «Da un lato l’IA è una grandissima occasione — spiega Enzo Mazza, presidente della Fimi, la Federazione dell’Industria Musicale Italiana — che comunque aiuterà gli artisti. Dall’altra però è necessario creare trasparenza sull’addestramento di queste entità. Chi ha creato questa app ha rastrellato contenuti da tutte le piattaforme disponibili, ma senza pagare i diritti di utilizzo. In Europa, per fortuna, c’è una recente normativa che obbliga proprio a questo tipo di trasparenza: chi vuole entrare nel mercato europeo deve rispettare le nostre leggi. Quando dovranno mettersi in regola — conclude — ne vedremo delle belle».

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