Gino Castaldo: “Con Ernesto ci stupivamo ancora della potenza delle canzoni”
di Gino CastaldoChissà qual è stato il momento preciso, ma ci deve essere stato un momento della nostra vita in cui abbiamo scoperto il potere immaginifico di una canzone. Di sicuro l’abbiamo scoperto in un’epoca di potenti trasformazioni.
Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta abbiamo imparato che una canzone poteva essere molto di più di una pur bella melodia dotata di parole, la canzone era un prodigio che nel giro di pochi minuti poteva portarti in un altro mondo, ti poteva emozionare, scuotere, ipnotizzare, poteva essere empatica o rivelatoria, ambigua o definitiva. Tante canzoni, una dopo l’altra, potevano comporre un racconto emozionale di una intera vita.
Con Ernesto ne parlavamo spesso,…
Chissà qual è stato il momento preciso, ma ci deve essere stato un momento della nostra vita in cui abbiamo scoperto il potere immaginifico di una canzone. Di sicuro l’abbiamo scoperto in un’epoca di potenti trasformazioni.
Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta abbiamo imparato che una canzone poteva essere molto di più di una pur bella melodia dotata di parole, la canzone era un prodigio che nel giro di pochi minuti poteva portarti in un altro mondo, ti poteva emozionare, scuotere, ipnotizzare, poteva essere empatica o rivelatoria, ambigua o definitiva. Tante canzoni, una dopo l’altra, potevano comporre un racconto emozionale di una intera vita.
Con Ernesto ne parlavamo spesso, e non smettevamo di stupirci di fronte a questa capacità diabolica e meravigliosa che hanno le canzoni di riassumere così tante cose. E cercavamo sempre di trasferire dove e come potevamo questa magia. Ladies and gentlemen, concedeteci solo tre minuti della vostra vita e non ve ne pentirete, abbiamo una semplice canzone da proporvi, una di quelle che ci hanno cambiato la vita.
Ho sempre pensato che applicando gli schemi evoluzionisti all’arte, la canzone possa essere vista come un frutto molto raffinato di selezioni millenarie. Pensateci, è un prodotto artistico capace in soli tre o quattro minuti di dire tutto quello che ha da dire, ci impegna nel minor tempo possibile, eppure al suo meglio è capace di contenere tutto, senza limiti. E allora a questo proposito quale miglior dedica di una canzone per sintetizzare in pochi versi la voglia di combattere, di condividere, di non arrendersi?
Il compito, arduo, ma non troppo, lo affidiamo a una canzone di Bruce Springsteen che dice: “Abbiamo imparato più da un disco di tre minuti, di quanto abbiamo appreso a scuola (…) dici che sei stanco, vuoi solo chiudere gli occhi e seguire i tuoi sogni fino in fondo, abbiamo fatto una promessa, abbiamo giurato che l’avremmo sempre ricordato, nessuna ritirata amico, nessuna resa, come soldati in una notte d’inverno con un giuramento da rispettare”.