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Coez e Frah Quintale al Concertone del Primo maggio: “I veri eroi sono i ragazzi che montano il palco”

I due rapper cantautori parlano alla vigilia della maratona musicale di Roma, quest’anno per la prima volta in scena al Circo Massimo
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Decollato sulle ali del successo dell’album Lovebears, il duo Coez e Frah Quintale in attesa di un articolato tour estivo si esibisce per la prima volta insieme al Concertone del Primo maggio organizzato da Cigl, Cisl e Uil per la Festa del Lavoro. Gli artisti si raccontano alla vigilia dell’evento nell’intervista che sarà pubblicata giovedì su Trovaroma. Ecco l’anteprima.

“Siamo persi nel buio, nella marea. Non si vince da soli, ma ci si allea”. Sembra quasi che - casualmente o no – queste parole tratte da Alta marea abbiano intercettato l’sos di più generazioni. Quelle intorno ai 30/40 anni, ma anche le precedenti, che faticano a trovare l’orientamento, a partire dalle relazioni sentimentali…

Coez: “Non a caso abbiamo scelto queste parole come slogan dell’album. Quando abbiamo scritto quel pezzo ci siamo subito accorti che era una cosa “generazionale”. Anche se poi questo ultimo periodo è stato buio per tutti e non solo per alcune generazioni, magari per via di un’atmosfera più osc…

Decollato sulle ali del successo dell’album Lovebears, il duo Coez e Frah Quintale in attesa di un articolato tour estivo si esibisce per la prima volta insieme al Concertone del Primo maggio organizzato da Cigl, Cisl e Uil per la Festa del Lavoro. Gli artisti si raccontano alla vigilia dell’evento nell’intervista che sarà pubblicata giovedì su Trovaroma. Ecco l’anteprima.

“Siamo persi nel buio, nella marea. Non si vince da soli, ma ci si allea”. Sembra quasi che - casualmente o no – queste parole tratte da Alta marea abbiano intercettato l’sos di più generazioni. Quelle intorno ai 30/40 anni, ma anche le precedenti, che faticano a trovare l’orientamento, a partire dalle relazioni sentimentali…

Coez: “Non a caso abbiamo scelto queste parole come slogan dell’album. Quando abbiamo scritto quel pezzo ci siamo subito accorti che era una cosa “generazionale”. Anche se poi questo ultimo periodo è stato buio per tutti e non solo per alcune generazioni, magari per via di un’atmosfera più oscura che ha seguito il periodo del lockdown. In più per noi aveva anche più risvolti, a partire dall’amicizia tra me e Frah. E’ una frase che ha accompagnato tutto il lavoro sul disco e che accompagnerà anche il prossimo tour. Compresa la partecipazione al concertone del Primo Maggio, che sarà veramente speciale anche soltanto per il fatto che stavolta va in scena in uno spazio mozzafiato come il Circo Massimo”.

Come è nata e si è sviluppata la vostra collaborazione?

Frah Quintale: “Ci conosciamo da oltre 10 anni e vista l’affinità elettiva, Silvano – vero nome di Coez, che di cognome fa Albanese – mi aveva già ‘tirato in mezzo’ diverso tempo fa. Ma l’idea della collaborazione non era decollata. Poi due o tre anni fa abbiamo concretizzato cominciando a vederci in studio e a buttare giù qualche pezzo. Che alla fine abbiamo deciso di non utilizzare, per ripartire da capo con le canzoni che effettivamente sono finite in Lovebars”.

“Il mio destino era già scritto, sopra una Ritmo. Ho visto farsi duro il mio tragitto, sempre in affitto (…) Studiare non l'ho nemmeno preso in considerazione. Ed ho iniziato a rappare con l'ambizione di farne una professione”. Queste rime tratte da Era già scritto sembrano quasi una biografia in pillole...

Coez: “Posso aggiungere - rispetto alla questione dello studio - che ho frequentato la scuola di cinematografia Roberto Rossellini a Roma, dove avevo preso indirizzo fonico. Infatti già allora il microfono mi attraeva come la zanzara è attratta dalla luce. Però penso sia andata meglio… se facessi il fonico di lavoro magari avrei qualche difficoltà!”.

Siete entrambi precursori della tendenza a mettere insieme le rime hip hop con un contesto pop. Come vedete l’attuale ondata di artisti intorno ai vent’anni che si muovono nei territori urban e dintorni?

Frah Quintale: “Mi hanno colpito Irvis 37 e Tony Boy, oltre a Ele A, una ragazza svizzera. Sono giovani che hanno una bella penna, fattore che fa la differenza”.

Che significa oggi per voi Festa del Lavoro?

Coez: “Il nostro lavoro è una festa. E questa è l’occasione per stare insieme in tanti. Da solo avevo già suonato due volte al Primo maggio… e soprattutto per molti anni avevo montato il palco”.

Frah Quintale: “Anche io conosco il clima, da solo ho già partecipato una volta… E penso che i veri eroi sono proprio quelli che montano il palco. Gli autentici protagonisti di questa festa che incarnano il nostro slogan ‘non si vince da soli, ma ci si allea’”.

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