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Angelina Mango: “La vita non è Sanremo né Eurovision, voglio ancora stupirmi delle cose semplici. Un incontro importante? Una bambina di sei anni che mi disse: sorridi, perché dopo il dolore la vita continua”

Dodici mesi di successi, oggi esce l’album di inediti ‘Poké Melodrama’. L’artista 23enne si racconta: lo shopping con le amiche “perché non mi lascio condizionare dalla fama”, gli affetti che resistono “perché non hanno bisogno del tempo materiale”, un disco autobiografico “perché sono nuova dell’ambiente e questo è il mio biglietto da visita”
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“E’ un poké incoerente perché musicalmente va ovunque. Volevo che gli ingredienti fossero in linea con la mia percezione della musica, che ci fosse il racconto di quello che ho vissuto negli ultimi dodici mesi. Io scrivo tutto, al di là delle sessioni in studio. Nell’ultimo anno mi sono appuntata tutti i momenti in cui ho provato delle emozioni”. Dodici mesi che hanno cambiato la vita di Angelina Mango. A maggio 2023 chiudeva Amici da seconda classificata. Due giorni prima era uscito Ci pensiamo domani: doveva essere l’inedito di una concorrente del talent, è diventato il tormentone dell’estate, quattro Platino e Premio Lunezia. A ottobre arrivava Che t’o dico a fa’, doppio Platino. Poi il “Voglia di vivere Tour” nei club.

(fotogramma)

Il 2024 si è aperto con la vittoria al Festival di Sanremo, con La noia è volata all’Eurovision, oggi esce l’album di inediti Pokè Melodrama, urban e elettronica, pop e rap, drum & bass, collaborazioni con Marco Mengoni e Bresh, Dani Faiv e Villabanks, produttori come Dardust, Edwyn Roberts, Alessandro La Cava, Cripo, Shune, Andry the Hitmaker, Okgiorgio, Zef, Strage (e Antonio Cirigliano, il suo chitarrista, e Giovanni Pallotti che ha co-curato la direzione artistica). Poké Melodrama è stato anticipato da Melodrama, 242 mila stream in 24 ore, miglior debutto solista femminile dell’anno.

Ora il tour nei festival italiani e europei: partito il 25 maggio dalla Croazia, toccherà Como (14 giugno) e l’isola di Wight (22), Bellinzona (26) e Santiago de Compostela (6 luglio), Vicenza (13), Alghero (17), Bagheria (2 agosto), Madrid (20 settembre). L’11 ottobre si riparte dall’Atlantico di Roma per il giro dei club di tutta Italia.

‘Poké Melodrama’ è un diario in musica. I testi sono un libro aperto sui suoi sentimenti, c’è un’urgenza di condivisione.

“E’ tutto autobiografico, faccio ancora fatica a parlare di cose che non mi riguardano in prima persona. Credo che sia un’istintività tipica della mia età, sento di avere cose importanti da dire subito, magari in futuro parlerò anche d’altro. Sono nuova nell’ambiente musicale, considero questo album un mio biglietto da visita”.

Nel poké si sceglie cosa metterci dentro. Lei ha scelto parecchie cose.

“Quella di mettere insieme troppi mondi era un po’ una preoccupazione ma mi piace entrare in studio senza aspettative, senza sapere dove andrò a parare, anche se sono sempre molto presente, seguo tutto da vicino, la scrittura, la produzione, gli arrangiamenti”.

(ansa)

In ‘Melodrama’ si parla di una ragazzina che sogna il palco. Quel sogno s’è realizzato esattamente com’era?

“In realtà non è un sogno, non amo pensare alla vita come una rincorsa verso i sogni o il raggiungimento di obiettivi. Quando ero piccola, nella mia testa vivevo come se fosse già tutto vero, come se stesse accadendo quello che accade ora. Forse ero un po’ dissociata… Diciamo che è diventata realtà quello che già vivevo da bambina”.

Uno dei temi ricorrenti è la solitudine. Nonostante quello che le è successo nell’ultimo anno, si sente sola?

“A pensarci bene, negli ultimi due anni credo di non essere mai stata da sola in una stanza. Ma chi scrive canzoni è sempre un po’ solo, quella sensibilità che ci fa scrivere ci porta anche a non essere compresi sempre, e del tutto. Dalla solitudine ci salva la musica, ci permette di condividere: con i musicisti, quando sono sul palco, cerco sempre la condivisione. Poi, certo, la solitudine c’è, ogni tanto. E’ un momento speciale che vivo con me stessa”.

Tra le persone con cui condivide c’è anche suo fratello Filippo, al piano in ‘Edmund e Lucy’.

“Mi ha insegnato tutto della musica, il modo in cui si fa. E’ il mio batterista, anche se non sempre è stato presente nel mio percorso artistico. Per questa canzone, mi mandò su whatsapp una traccia di piano che aveva registrato. Avevo la febbre, stavo malissimo ma sono rimasta folgorata, mi sono detta: questo piano mi sta parlando, devo rispondergli. Mi sono messa a scrivere quello che il piano mi diceva”.

Angelina Mango e l'urlo liberatorio alla finale dell'Eurovision: il video dal backstage

C’è anche la condivisione del dolore. In ‘Smile’ canta di una ragazzina che le disse di aver perso il padre.

“Smile rappresenta esattamente il modo in cui cerco di esorcizzare quello che mi fa male. L’ho scritta dopo un instore in cui avevo incontrato questa ragazzina di sei anni: mi aveva raccontato della sua perdita terribile ma sorrideva perché, mi disse, quando provi un dolore insopportabile devi pensare che la vita va avanti e vivere col sorriso”.

La vita va avanti ma qualcosa resta indietro: che cosa si sta perdendo della vita di una ventitreenne “normale”?

“Cerco di non farmi condizionare dalla notorietà, quindi non mi privo di ciò che mi piace solo per la paura di non potermelo godere. Al sabato pomeriggio vado con le amiche a fare shopping, se mi chiedono i selfie o gli autografi sono contenta: questa è la mia vita, non solo un lavoro che mi tiene occupata otto ore al giorno. Né sento di perdere del tempo da dedicare alle persone care: ho la fortuna di avere dei rapporti che non hanno bisogno di essere nutriti dal tempo materiale”.

C’è un aspetto del successo che cerca di tenere alla larga?

“Mi impegno perché non mi privi mai della capacità di stupirmi delle cose più semplici. Dopo che vivi Eurovision, o una vittoria a Sanremo, può succedere che il resto ti sembri poco, rischi l’alienazione di fronte a tanta grandezza. Ma la vita non è Eurovision e non è Sanremo. So che cosa significhi essere conosciuti, me lo ha insegnato la mia famiglia”.

Invidie, amiche o amici che si sono allontanati quando è diventata Angelina?

“Non è successo, perché non è la prima cosa importante, positiva o negativa, che mi succede nella vita. I miei rapporti erano già solamente quelli veri e significativi, tutte le persone che ho accanto sanno vivere questa mia nuova condizione e gestirla nel modo migliore”.

Un’estate di festival in Italia e in Europa.

“Sono curiosa perché i festival sono situazioni in cui il pubblico non è specificamente lì per te. Mi piace vedere come reagisce, penso di portare una cosa forte. Mi sembra assurdo che qualcuno voglia venire a vedermi in Paesi diversi dal mio ma la musica è una lingua universale”.

Angelina Mango canta "Imagine" al media center dell'Eurovision

Forbes l’ha inserita tra i cento giovani talenti che cambieranno l’Italia. Come la cambierebbe?

“E’ difficile per me avere un’opinione, io sono un’eccezione, ho ventitrè anni e un lavoro, vivo di quello che amo e di cose grandi. Per la gran parte, i miei coetanei non hanno la possibilità di essere così indipendenti, non sanno cosa vorrebbero fare né hanno le opportunità di scoprirlo. Vedo però che la mia generazione tiene ai propri diritti, ai valori, è una generazione libera che non si spaventa di parlare delle cose in cui crede. Un buon segno”.

Qualcosa che si vorrebbe perdonare?

“Mi vorrei perdonare i momenti di stanchezza fisica e mentale. Sono perfezionista, non mi concedo un attimo di riposo. Riempio ogni spazio di cose da fare. Per fortuna, qualche volta mi annoio”.

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