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Céline e il suo inno alla vita, l’amore per la musica è più forte della malattia

(afp)

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L’esibizione della cantante dopo quattro anni di assenza, di nuovo padrona della voce e dei movimenti, è stato il momento più emozionate della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici
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Un inno all’amore che diventa un inno alla vita. C’era attesa per il suo ritorno e vederla cantare, padrona della voce e dei movimenti, di nuovo primadonna, sulla Tour Eiffel, è stato un colpo al cuore. Una grande emozione il ritorno di Céline Dion, regina della cerimonia che ha aperto i Giochi Olimpici di Parigi. Capelli raccolti, l’abito impalpabile color ghiaccio impreziosito da cristalli e perline, Dion ha scelto l’Hymne à l'amour, il celebre brano di Edith Piaf per tornare a esibirsi. Magnifica, una figura luminosa nel gioco di luci, con tutta la città ai suoi piedi. Mancava dalle scene da quattro anni, da quando una rara malattia neurologica le ha reso la vita difficile.


Una malattia che la imprigiona nel suo corpo, le impe…

Un inno all’amore che diventa un inno alla vita. C’era attesa per il suo ritorno e vederla cantare, padrona della voce e dei movimenti, di nuovo primadonna, sulla Tour Eiffel, è stato un colpo al cuore. Una grande emozione il ritorno di Céline Dion, regina della cerimonia che ha aperto i Giochi Olimpici di Parigi. Capelli raccolti, l’abito impalpabile color ghiaccio impreziosito da cristalli e perline, Dion ha scelto l’Hymne à l'amour, il celebre brano di Edith Piaf per tornare a esibirsi. Magnifica, una figura luminosa nel gioco di luci, con tutta la città ai suoi piedi. Mancava dalle scene da quattro anni, da quando una rara malattia neurologica le ha reso la vita difficile.


Una malattia che la imprigiona nel suo corpo, le impedisce di cantare, le bloccava la voce. L’ha raccontata nel documentario Io sono Céline Dion diretto da Irene Taylor, in cui non fa sconti a sé stessa; sincera, con grande dignità spiega cosa voglia dire essere colpiti da una malattia subdola, la Spr, ovvero sindrome della persona rigida, che attacca i muscoli. “Questi ultimi due anni sono stati una sfida per me, il percorso della scoperta della mia condizione fino all’imparare a conviverci e a gestirla, senza permettere a questa situazione di definirmi”, ha dichiarato la cantante. “Mentre continuo a percorrere la strada per riprendere la mia carriera di performer, ho capito quanto mi è mancato il rapporto con i miei fan. Durante questa assenza ho deciso che volevo documentare questa parte della mia vita, per aumentare la consapevolezza di una condizione poco conosciuta e aiutare la mia stessa diagnosi”.


L’ex bambina prodigio diventata star planetaria (250 milioni di album in tutto il mondo, canzoni che diventano inni, come My heart will go on, colonna sonora del film Titanic), nel 2022 rivela pubblicamente di essere malata e cancella il Courage World Tour. La fragilità diventa forza, la condivisione spezza la solitudine, ma per un’artista il rapporto col pubblico è tutto, è quello il legame che porta alla felicità.
Nella notte di Parigi torna a essere Céline Dion, a incantare il mondo, più forte della malattia, della paura e del dolore; con la sua voce limpida che fa impazzire i fan, ed è una carezza, la cantante canadese abbraccia chi l’ha aspettata in questi anni di assenza. Commovente e nello stesso tempo forte, ispirata, decisa a regalare gioia e speranza. Anche a sé stessa, come se volesse dire: eccomi, sono tornata. E le parole del brano di Edith Piaf (Non mi interessano i problemi/Amore mio, poiché mi ami/Andrei fino ai confini del mondo), è perfetto. Il mondo di Céline non ha mai avuto confini.

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