Spettacoli

Dua Lipa e il Sunny Hill festival: “Un sogno creare questa kermesse con la mia famiglia per la nostra città, Pristina”

Dua Lipa e il Sunny Hill festival: “Un sogno creare questa kermesse con la mia famiglia per la nostra città, Pristina”
(afp)

Cinque anni fa la popstar britannica di origini kosovare ha creato con suo padre questo festival che ora raccoglie spettatori da tutto il paese

1 minuti di lettura

“Un sogno creare questo festival con la mia famiglia per la nostra città, Pristina. Vi aspetto per un weekend indimenticabile”. È la popstar dei record Dua Lipa che invita dai suoi social il mondo ad andare a Pristina, nel Kosovo da cui la sua famiglia proviene.

Il Sunny Hill festival creato insieme al padre della popstar, anch’egli musicista rock che nel 1992 si è trasferito in Inghilterra insieme alla moglie, è arrivato al quinto anno di vita. Con più di 87 milioni di follower su Instagram e più di 25 milioni di album venduti, la cantante britannica di origini albanese del Kosovo non soltanto ha incantato il mondo con un trio di successi One kiss, Don’t start now, New rules (tutti e tre i brani hanno superato i due miliardi di streaming su Spotify) ma ha scelto di utilizzare la sua popolarità per un’iniezione di fiducia e di successo al paese da cui proviene la sua famiglia spesso associato ai conflitti balcanici.

Lanciato nel 2018 il festival Sunny Hill da lei creato ha portato alcuni dei più grandi nomi ad esibirsi in questo piccolo angolo dei Balcani. Quest’anno in cartellone: il rapper britannico Stormzy e il re dell'afrobeat, Burna Boy, nonché Bebe Rexha - anche lei di origine albanese. "Nei primi anni era più difficile invitare gli artisti perché i loro manager cercavano online informazioni sul Kosovo e vedevano che poteva essere rischioso", ha detto ai media locali il padre di Lipa e co-fondatore del festival, Dukagjin Lipa. "Ora non abbiamo questo problema perché ci siamo costruiti un nome!" Secondo gli organizzatori, quest'anno circa il 45 per cento dei biglietti del festival sono stati venduti all'estero.

I commenti dei lettori