Trovare Eminem e Bruce Springsteen nella stessa frase sembrava impossibile. Ma nella politica americana niente lo è. E soprattutto a meno di due settimane dal voto: i due giganti della musica sono stati convocati dalla campagna di Kamala Harris. Il rapper di “Lose yourself” presenterà a Detroit, in Michigan, Barack Obama. The Boss si esibirà dopodomani ad Atlanta, in Georgia, nel primo comizio che vedrà insieme, sullo stesso palco, Obama e Harris.
I big della musica
Springsteen sarà protagonista di un concerto a Philadelphia, lunedì, dal titolo “Whe we vote, we win”, quando votiamo, vinciamo, variante dello slogan di Harris “quando lottiamo, vinciamo”. I due big fanno parte di un gruppo di giganti della musica schierati dai Democratici, e che comprende la popstar globale…
Trovare Eminem e Bruce Springsteen nella stessa frase sembrava impossibile. Ma nella politica americana niente lo è. E soprattutto a meno di due settimane dal voto: i due giganti della musica sono stati convocati dalla campagna di Kamala Harris. Il rapper di “Lose yourself” presenterà a Detroit, in Michigan, Barack Obama. The Boss si esibirà dopodomani ad Atlanta, in Georgia, nel primo comizio che vedrà insieme, sullo stesso palco, Obama e Harris.
I big della musica
Springsteen sarà protagonista di un concerto a Philadelphia, lunedì, dal titolo “Whe we vote, we win”, quando votiamo, vinciamo, variante dello slogan di Harris “quando lottiamo, vinciamo”. I due big fanno parte di un gruppo di giganti della musica schierati dai Democratici, e che comprende la popstar globale Taylor Swift, Beyoncé, la cui canzone, “Freedom”, apre tutti i comizi di Kamala, Lizzo e Usher. Donald Trump può contare su Kanye West, Jason Aldean e Kid Rock e le star portoricane del reggaeton Anuel AA e Justin Quiles. Poi ci sono i drammi di famiglia: la cantautrice pop Miley Cirus in passato ha attaccato pubblicamente Trump, mentre il padre, il cantante country Billy Ray Cyrus, è un sostenitore dell’ex presidente.
Springsteen aveva annunciato il sostegno ad Harris con un video messo in rete all’inizio di ottobre. Eminem non è una sorpresa, ma lo è la sua presenza sul palco a Motor City, svelata poche ore prima. Il rapper aveva autorizzato l’uso del suo “Lose yourself” nella campagna di Joe Biden del 2020, con l’obiettivo di invitare i giovani a votare. Quattro anni prima Eminem aveva attaccato Trump nel suo brano “Campaign speech”, pubblicato il 19 ottobre del 2016, giorno del terzo e ultimo duello tv tra il tycoon e la sua avversaria, Hillary Clinton. L’ingaggio dell’autore di “Not afraid”, “The monster” e “Godzilla" è una delle carte che i Democratici giocano per motivare i giovani bianchi della classe operaia del Midwest che vedono nel rapper un punto di riferimento.
Il precedente
A Eminem, in linea con la sua storia, non interessa se una parte dei fans gli volterà le spalle. Sei anni fa, in un’intervista a Billboard, il cantante aveva attaccato i giovani sostenitori di Trump, criticandoli per il solo fatto di pensare che un “fottuto miliardario avrebbe pensato a loro”. Due anni fa il cantante si era schierato contro la decisione della Corte Suprema di cancellare il diritto all’aborto. “Come padre - aveva detto - mi dà noia sapere che le donne hanno meno diritti di qualche giorno fa. Stiamo tornando indietro”.
Lo slogan della campagna di Harris punta a evitare di tornare indietro, ma intanto i sondaggi nelle ultime settimane hanno mostrato un raffreddamento dell’entusiasmo nei suoi confronti. I giovani bianchi sembrano attratti da Trump, e così una parte di afroamericani e latinos. Quanto Eminem possa incidere, non può dirlo nessuno. Ma non è un caso che sia stato chiamato a dare una mano e a farlo a Detroit, dove è cresciuto: è qui, in Michigan, che Harris potrebbe pagare l'astensione degli arabo americani, irritati dalla posizione pro Israele di Biden.