Arisa: “Viviamo in una società bullizzata, ci guardiamo con gli occhi degli altri”
di Marco CastrovinciLa voce davanti a ogni cosa. Poi una melodia, e parole capaci di dare profondità a storie che vale la pena raccontare. La buona stella di Arisa è di nuovo lì su a splendere e la sua, di voce, è tornata con tutta la grazia di cui è capace ad accompagnare le immagini di un film, Il ragazzo dai pantaloni rosa di Margherita Ferri, ispirato alla storia del quindicenne Andrea Spezzacatena, che nel 2012 si tolse la vita dopo aver subito atti di bullismo e cyberbullismo da parte dei compagni di scuola. Canta ancora è il nome della canzone che fa da colonna sonora e che per Arisa si affianca a un altro ritorno, quello più apertamente popolare di un talent show come The voice kids, in onda da venerdì 15 novembre su Rai 1: la cantautrice lucana è ancora in prima linea nel ruolo di coach insieme a Loredana Bertè, Clementino e Gigi D'Alessio. A condurre è Antonella Clerici, anche se poi i veri protagonisti sono i giovani talenti (dai 7 ai 14 anni) e la musica.
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La voce davanti a ogni cosa. Poi una melodia, e parole capaci di dare profondità a storie che vale la pena raccontare. La buona stella di Arisa è di nuovo lì su a splendere e la sua, di voce, è tornata con tutta la grazia di cui è capace ad accompagnare le immagini di un film, Il ragazzo dai pantaloni rosa di Margherita Ferri, ispirato alla storia del quindicenne Andrea Spezzacatena, che nel 2012 si tolse la vita dopo aver subito atti di bullismo e cyberbullismo da parte dei compagni di scuola. Canta ancora è il nome della canzone che fa da colonna sonora e che per Arisa si affianca a un altro ritorno, quello più apertamente popolare di un talent show come The voice kids, in onda da venerdì 15 novembre su Rai 1: la cantautrice lucana è ancora in prima linea nel ruolo di coach insieme a Loredana Bertè, Clementino e Gigi D'Alessio. A condurre è Antonella Clerici, anche se poi i veri protagonisti sono i giovani talenti (dai 7 ai 14 anni) e la musica.
Arisa in 'Canta ancora', in anteprima il video della canzone dal film 'Il ragazzo dai pantaloni rosa'. "Il mio omaggio a tutte le madri colpite al cuore"
«Sono davvero felice. The voice è un'esperienza che fa acuire i sensi», dice Arisa alludendo al meccanismo per cui i giudici scelgono i ragazzi solo con l'ascolto, senza vederli. «Perché si giudicano i talenti per le loro reali doti canore, senza farsi influenzare dall'aspetto fisico. È inclusivo. I bambini poi sono romantici, a loro sembra di aver già ricevuto tutto cantando una canzone davanti a un pubblico, hanno grande amore per se stessi».
I colleghi, dice, «sono fantastici». Clementino «è vitale e divertente, sembra una maschera di teatro e ha una cultura pazzesca. Gigi è un maestro, un artista vero», Bertè «è una leggenda, ciò che tutte noi vorremmo essere un giorno. È una donna che ha vissuto tanto. Voglio dire, ha la giacca di Michael Jackson, ha fatto un video con Andy Warhol, cose che ormai si vedono solo su Netflix», scherza Arisa. «E poi ha ancora una voce incredibile. Ci piace l'idea di riunire le famiglie davanti alla tv con dei contenuti di pace».
Le canzoni sanno esserlo. Sanno toccare corde intime e sanno persino scuotere. Come Canta ancora, scritta da Arisa «per esprimere l'amore per una donna, che è mia madre» e poi riconnessa con la storia di Andrea Spezzacatena e della mamma Teresa. Una storia di bullismo che, confessa, «mi ha fatto rivivere sensazioni che fanno parte anche della mia ferita. Il bullismo però non accade solo ai bambini, la nostra società è fortemente bullizzante. Però io mi ritengo fortunata», precisa. «Quando cresci in un ambiente familiare che ti accetta per quello che sei, ti senti sereno. Già da piccoli si incontra una realtà che ci osserva ed esprime pareri, e anche noi ci vediamo con gli occhi degli altri. Poi se si è abbastanza forti si ritorna nei propri, di occhi. E si va avanti. Ma tutti abbiamo il diritto di vivere e l'accettazione è la prima forma di civiltà».
La voce poi l'ha aiutata a costruire se stessa: «È stato un rifugio che ho cercato e coltivato, insieme alla musica», racconta. «Da ragazza non mi sentivo parte del gruppo. Abitavo in campagna, avevo dei genitori molto attenti a me, uscivo poco. Ma leggevo tanto, ero innamorata delle immagini e dei giornali di moda che sfogliavo da una cugina. Ma la mia vera rinascita», prosegue, «l'ho avuta dopo i 40 anni, perché ho pensato che non volevo più perdere tempo e ma darmi un abbraccio ogni tanto. Come Sally di Vasco Rossi, sono una donna che non ha più voglia di fare la guerra, ma vuole vivere serena. Sto lavorando a nuove canzoni e spero di poter dare qualche buona notizia a breve», continua. «Sanremo? Non lo so, vedremo che accadrà. L'importante è che le canzoni arrivino alle persone e che diventino strumenti per amare».