Per la musica il 2024 è stato un anno da ricordare? Difficile dirlo a caldo: i dati delle piattaforme raccontano un dominio assoluto di rap, trap e pop, ma sono numeri che non si traducono automaticamente in qualità. E se sul fronte internazionale la produzione è sempre abbastanza ricca e variegata, in Italia non è semplicissimo isolare molti lavori che sembrano destinati a durare. Le cose più innovative, in generale, arrivano dall’ambito indie. Le scelte sono sempre discutibili, come è ovvio: vanno prese come piccoli flash per riassumere una stagione o anche come un’occasione per scoprire qualcosa che inevitabilmente finisce per sfuggire. L’ordine è totalmente casuale.
Fontaines D.C. – Romance
È il quarto disco in cinque anni, ma l’evoluzione del loro stile continua. Il post-punk che ha caratterizzato le origini di questa band irlandese si sta trasformando in una visione rivolta al futuro. Dentro questi disco c’è una varietà di influenze, da Jeff Buckley ai Depeche Mode, che scongiura ogni pericolo di prevedibilità.
Marracash – È finita la pace
Un rapper, sì, che però ha ormai completamente oltrepassato i cliché di genere. Marracash è un artista maturo, che somiglia più a un cantautore che a un dispensatore di rime. Lucido, pieno di idee, si prende gioco anche di certi suoi colleghi di derivazione hip hop che non razzolano per come predicano. Un vero opinion leader.
The Cure – Song Of A Lost World
L’inquietudine dark degli anni 80 trascinata ai giorni nostri. Non semplice nostalgia, ma una lettura della contemporaneità filtrata da una sensibilità mai passata di moda. Robert Smith è il profeta di una fuga in un mondo riempito di letteratura gotica e di paura del futuro che paradossalmente diventa adesso un messaggio di speranza per chi non vuole sentirsi escluso.
The Smile – Wall of Eyes
Il progetto parallelo di Thom Yorke e Jonny Greenwood dei Radiohead resta un punto di riferimento per tutti gli appassionati di rock che restano insensibili al mainstream. Quello degli Smile è un mondo sghembo, non omologato, che trasforma l’inquietudine in bellezza.
Thasup e Mara Sattei – Casa Gospel
Sono fratello e sorella ed è il primo di disco che registrano insieme: lui è un genio precoce, musicalmente schizzato, lei una cantante con uno stile non banale. Il titolo regala indizi sui contenuti del disco, ma lo stile è originale e il confronto tra i due produce una varietà degna di nota.
Beth Gibbons – Live Outgrown
La voce dei Portishead debutta come solista a trent’anni dagli esordi della band. Non c’è il trip hop delle origini, ma uno stile che non tiene conto delle mode. Gibbons racconta il mondo della mezza età declinato al femminile, citando il senso della fine e la menopausa in un stile quasi folk che la rende unica e mirabilmente ispirata.
Nick Cave – Wild God
Parlando delle sensazioni che gli provoca questo disco, Nick Cave ha dichiarato: "Nonostante quanto tutto possa sembrare brutto, continuiamo a fare cose meravigliose". In questo lavoro, in cui tornano i fedeli Bad Seeds, Cave ha messo dentro una palette di colori insolita, bagnata di gospel, che ancora una volta è un inno alla vita.
The Last Dinner Party – Prelude To Ecstasy
Il collettivo più folle e divertente attualmente in circolazione, tutto al femminile. Un frullato di Queen, Florence & The Machine, Sparks, Kate Bush che regala momenti di puro art-rock. Dal vivo sono travolgenti. Una ventata di ossigeno in un mondo votato quasi esclusivamente al pop d’evasione.
David Gilmour – Luck And Strange
Un ex Pink Floyd ha ancora qualcosa da dire? In un marasma di vecchi eroi rock che manifestano stanchezza, Gilmour riflette sul tempo e sul passato, duetta con sua figlia Romany nella cover di Between Two Points dei Montgonfier Brothers e tocca la sua chitarra in modo inconfondibile. Non solo per nostalgici.
Jack White – No Name
Canzoni di rock grezzo ne ha sempre fatte, ma qui il suono è decisamente garage, appoggiato a un’estetica grezza, quasi punk. Chitarra, basso e batteria, con qualche frammento d’organo. Rock primordiale, con il blues a fare da sfondo e una potenza sempre rara in mondo piuttosto edulcorato.