✕

Intelligenza artificiale e poca voglia di futuro: il 2025 e le sfide della canzone italiana

Ascolta l'audio

La canzone d’autore o il dominio del rap, i grandi nomi che animeranno l’estate e il destino del rock, la minaccia dell’IA e il mercato del “tutto e subito”. In che modo la nostra musica dovrebbe affrontare il nuovo anno? Ce lo spiega il poeta che sapeva guardare al futuro: Lucio Dalla
3 minuti di lettura

Se qualcuno oggi venisse a dirvi di sapere come sarà esattamente la musica di domani, anche solo quella del prossimo immediato futuro, mente. Nessuno sa veramente come andrà a finire perché le cose vanno più veloci della nostra facoltà di predizione. Il futuro è una ragnatela di possibili percorsi alternativi, e non del tutto rassicuranti. Possiamo solo provare a immaginare: la curva della qualità generale è in rapida discesa verso il basso, la musica è sempre meno ambiziosa, l’obiettivo visibile è il “tutto e subito”, successo, fama, denaro, il che fa sorridere ricordando che negli anni Settanta la stessa frase era uno slogan rivoluzionario, rappresentava l’urgenza del desiderio di cambiamento, oggi è un inno al più puro edonismo remunerativo.

Elodie in concerto 

Nel nostro immediato futuro musicale ci sono poche certezze, c’è Sanremo, con The Kolors, Elodie, Tony Effe, Olly e altri che pot…

Se qualcuno oggi venisse a dirvi di sapere come sarà esattamente la musica di domani, anche solo quella del prossimo immediato futuro, mente. Nessuno sa veramente come andrà a finire perché le cose vanno più veloci della nostra facoltà di predizione. Il futuro è una ragnatela di possibili percorsi alternativi, e non del tutto rassicuranti. Possiamo solo provare a immaginare: la curva della qualità generale è in rapida discesa verso il basso, la musica è sempre meno ambiziosa, l’obiettivo visibile è il “tutto e subito”, successo, fama, denaro, il che fa sorridere ricordando che negli anni Settanta la stessa frase era uno slogan rivoluzionario, rappresentava l’urgenza del desiderio di cambiamento, oggi è un inno al più puro edonismo remunerativo.

Elodie in concerto 

Nel nostro immediato futuro musicale ci sono poche certezze, c’è Sanremo, con The Kolors, Elodie, Tony Effe, Olly e altri che potrebbero prendere lo scivolo e diventare i personaggi dell’anno. Sempre rimanendo in ambito festivaliero, molti puntano su Brunori Sas sperando in un segno forte capace di rilanciare quello che resta della canzone d’autore, o sull’originalità di alcuni giovani come Lucio Corsi.

Lucio Corsi 

Altra certezza è che avremo un’estate sempre più torrida e avida di successi stagionali, ma è difficile arrivare a guardare poco più oltre. Anche nel nostro Paese aleggia l’ombra minacciosa dell’Intelligenza artificiale che potrebbe entrare a gamba tesa nella produzione discografica con conseguenze verosimilmente disastrose, visto che nessuno sta introducendo misure per regolarne l’uso indiscriminato. Facile prevedere che già nel 2025 il tema vero-falso potrebbe diventare “il” problema. Sapremo distinguere se una nuova voce del panorama sarà autentica?

The Kolors 

La musica dell’immediato domani potrebbe semplicemente continuare a essere quello che è oggi in Italia: un mostro bifronte con una faccia di mercato solo ed esclusivamente da “pischelli” e un’altra più generica e astratta che riguarda il pubblico generalista, legato di solito a un immaginario classico ed estraneo al mercato. Insomma, potremmo sprofondare sempre di più nel buio, nell’azzeramento di ogni valore. Oppure no: l’anno chiude, anche volendo rimanere in chiave rap, col nuovo album di Marracash che dice un sacco di cose forti, sugli altri rapper, sul governo Meloni, sul nostro vivere intorpidito. Tutto sommato non fa nient’altro che il suo sporco lavoro, ma tutto è relativo e in un mondo di ciechi sembra la voce del profeta, lui come pochi altri. Potrebbe essere un segno di riscossa, chissà.

Marracash ha appena pubblicato l'album "E' finita la pace" 

Per il rock le previsioni sono piuttosto cupe. Vive e prospera in zone alternative, ma nel mainstream è quasi scomparso. Il caso Maneskin rimane isolato e senza seguito. Prova ne sia, anche a livello internazionale, che nella classifica annuale di Billboard il più alto disco rock in classifica (34esimo posto) è Dreams dei Fleetwood Mac, ovvero un disco del 1977, di 47 anni fa. A fronte dell’altra singolarità rappresentata dal “monopolio” Taylor Swift, che ha ben quattro dischi tra i primi dieci del 2024.

Taylor Swift 

E’ probabile che i gioielli di anima rock, vedi i recenti dischi di Nick Cave o dei Fontaines DC, possano diventare prodotti da riserva indiana. Speriamo di no, ma il rischio è altissimo, così come in pericolo, più in generale, è la “biodiversità” degli stili, a fortissimo rischio nel consumo streaming che, soprattutto in Italia, tende a sterminare altre forme di vita che non siano il rap e qualche raro bagliore pop.

Al momento la “biodiversità” è per fortuna garantita nel mondo dei concerti. Anche nell’immediato futuro è prevedibile che si suoni di tutto, dappertutto, e questo è un gran bene. Scorrendo le liste dei live abbiamo una visione completamente diversa e più equilibrata del nostro Paese in musica. Vedremo. Nel frattempo ci facciamo guidare dagli algoritmi, che per definizione sono razionali e insensibili, ma sappiamo anche che questi nuovi sistemi lasciano degli spazi aperti in cui idee nuove potrebbero inserirsi e crescere.

(ansa)

Intanto dovremmo recuperare l’idea stessa del futuro. Lucio Dalla, a proposito di canzoni di qualità, ne era ossessionato e non a caso alcune delle sue più belle creazioni (Futura, L’anno che verrà, Telefonami tra vent’anni) erano ispirate alla voglia di guardare avanti. Lui diceva che è importantissimo pensarci, sempre, “ma non per forza il futuro della fantascienza” diceva, “per me il futuro è anche quello che succede tra mezz’ora”. E’ un esercizio fondamentale, tutto da riscoprire, per il semplice fatto che siamo nel pieno di una mutazione antropologica, una rivoluzione tecnologica senza precedenti che ha ribaltato il nostro modo di pensare e consumare la musica. Le cose cambiano a ritmo vertiginoso, oggi sono così ma nel giro di pochi mesi potrebbero cambiare. E se è vero, come diceva Doris Day in Que sera sera quando rispondeva candidamente ai figli che le chiedevano lumi sul domani: “The future’s not our to see”, non possiamo prevedere il futuro, è altrettanto vero che potremmo almeno fare del nostro meglio per costruirne uno migliore, anche cantando.

Leggi i commenti