Rettore: “L’arte non si censura. Non è la musica a far paura, ma quello che accade intorno a noi”
a cura della redazione Spettacoli“Sono sempre stata un'antidiva e sono l'immagine del putiferio fin da bambina, a partire dai miei capelli". Non è un caso, dunque, che il nuovo album di Rettore – in arrivo il 10 gennaio - si intitoli proprio così, Antidiva putiferio, a quattordici anni dall’ultimo disco di inediti, Caduta massi. Regina pop-rock italiana, grinta e nessun timore di affrontare il mercato discografico com’è diventato oggi, l’artista veneta è convinta: "Non devo dimostrare niente, non ho bisogno di cambiare il mio modo di fare musica per adattarmi alle mode di oggi, non l'ho mai fatto e non mi metto ora dei limiti. Non sto cercando di diventare popolare o conosciuta. Del resto il silenzio ci vuole: non puoi sempre dire cose nuove in continuazione. Ci sono grandi cantautori che rifanno lo stesso disco da 30 anni".
Il suo nuovo lavoro è un racconto "che parla di me e anche della società attuale, non evitando critiche ad esempio ai social, ma sempre con un occhio allo smile piuttosto che con un velo nero". C’è un filo rosso, spiega, “che lega tutte le canzoni. Ognuna inizia dove finisce l'altra. È un cubo di Rubik dalle tante sfaccettature: cambia in base a come lo muovi, deve smuovere un po’ la curiosità per qualcosa che sia già sentito, già digerito". Le atmosfere sono quelle anni Settanta e Ottanta, tra voglia di scatenarsi, elettronica e collaborazioni con giovani artisti, perché "finché abbiamo vita, abbiamo bisogno di muoverci, il movimento è vita".
Alla soglia dei 70 anni, Rettore si reinventa e si affianca a talenti nuovi come Beatrice Quinta, Tancredi, Ditonellapiaga, BigMama e La Sad. "Collaborare con i giovani è una necessità: altrimenti mi sarei chiusa nel mio mondo di serprenti, kobra, lamette. Avevo bisogno di un mare nuovo da esplorare, più selvaggio, incontaminato e pescoso". Zero nostalgia, mai guardarsi indietro: "Vivere di ricordi è condannarsi al resto di una vita malinconica. Vivere il momento è vivere veramente". E ammette che non riuscirebbe a collaborare con colleghi della sua generazione. Lei, da sempre pioniera e precorritrice dei tempi a venire (tra look e performance sempre all'avanguardia), "nata diversa" come canta nel brano Odio tutti ("perché io non sono come le brave ragazze venete che studiano, si sposano, fanno figli e divorziano. La mia vita non è così e quando mi sono spostata, l'ho fatto a 50 anni"), sceglie di puntare soprattutto sulle donne, in un mondo che le vede ancora un passo indietro. "Ma non perché lo siamo davvero, anzi. E c'è da dire che Eva, da un po’, si sta facendo sentire di più".
Le classifiche Fimi/Gfk 2024 vedono le artiste donne avanzare "ma è stato difficile anche per me – precisa Rettore – per quattro, cinque anni ho fatto mangiar polvere, poi qualcuno ha detto basta e sono stata un po’ tacitata. Non piaceva il mio successo, mi criticavano per il look. Insomma, i discorsi sono sempre gli stessi, ancora oggi, perché siamo un Paese di mammoni maschilisti". Sulla sua pelle, ai tempi di Kobra e Lamette, Rettore ha sperimentato anche la censura, tema tutt'ora attuale, soprattutto quando si parla di trapper. "Vogliamo tornare a mettere la foglia di fico sulle statue di Michelangelo. Vogliamo riscrivere la Bibbia? L'arte non può essere censurata. Prendi Tony Effe: volete fargli un dispiacere? È il numero 1 del 2024. Piuttosto che colpire gli artisti, non esponete i bambini a ogni ora del giorno alla cronaca nera. Ridate loro la tv dei ragazzi".
Oltre al disco e ai live, Rettore torna anche in tv ("ma non a Sanremo, la musica non nasce e non muore lì, ci vorrebbe anche altro, come il vecchio Discoring per far conoscere le novità") nel cast di Ora o mai più, da sabato 11 gennaio su Rai 1, con la conduzione di Marco Liorni. "È un programma bello tosto. Non è l'ultima chance per chi viene “ripescato”, ma bisogna vedere se chi torna sul palco sa navigare in questo mare". E Rettore lo sa fare? "Pare di sì. Quando mi fermano padri con figli, sono questi ultimi a conoscere di più i miei pezzzi. Non si fermano a Kobra, ma conoscono anche l'ultima canzone: Disco prosecco".