Madonna, “Material Girl” compie 40 anni: il brano che ha segnato un’epoca e lanciato una leggenda
di Gabriele BonincontroFaceva il verso a Marilyn, alle bionde hollywoodiane, affermava di essere attratta solo da uomini ricchi e generosi di regali costosi, prendeva in giro se stessa, l’edonismo degli anni 80, lo sfrenato materialismo di quel decennio: quando Material Girl irruppe sul mercato – era il 23 gennaio 1985, 40 anni fa, Ronald Reagan aveva giurato da tre giorni per il suo secondo mandato in una Washington gelida come oggi – Madonna smise di essere semplicemente la popstar esplosa con Like a Virgin e si trasformò in icona. Icona pop, di libertà, di sfacciataggine, di trasgressione e di (auto)ironia. Quell’icona che continua a essere oggi, a 66 anni.
Scritta da Peter Brown e Robert Rans e prodotta da Nile Rodgers, Re Mida degli Chic e reduce dai fasti di Let’s Dance di David Bowie, Material Girl era trascinante e divertente, “mi piaceva perché era ironica e provocatoria, come Like a Virgin, e il testo si adattava al periodo”, dirà anni dopo la stessa Madonna. Che all’alba del 1985 aveva da poco smesso di indossare l’abito bianco da sposa e di lì a pochi mesi sarebbe diventata la ragazzaccia pizzi-croci-guanti di Into the Groove e Cercasi Susan disperatamente: ma che in quel gennaio incarnava alla perfezione l’America di metà anni 80, ambiziosa, bionda, in cerca di successo e di soldi.
Nel video di Material Girl, diretto da Mary Lambert, irresistibile come la canzone, Madonna scendeva in lungo rosa circondata dai boys come Marilyn Monroe in Diamonds are a girl’s best friend, chiedeva regali e gioielli, salvo poi, giovane attrice nella storia parallela, farsi romanticamente conquistare con un mazzo di margherite dal regista, una contraddizione voluta e ostentata con il testo della canzone: “Guardatemi, sono ironica, io non sono così, non mi interessano il lusso, il denaro e le pellicce, la material girl non sono io”. Un nickname che però le è rimasto addosso, e che per molti anni l’ha definita. Anche suo malgrado. Grazie, o per colpa, di quel capolavoro pop.