"Non me lo aspettavo e voglio ringraziare Dio di essere ancora in grado di fare ciò che amo dopo tanti anni. A volte il genere è una parola in codice per tenerci al nostro posto come artisti e voglio solo incoraggiare le persone a fare ciò per cui hanno passione". Le parole di Beyoncé alla cerimonia dei Grammy mentre riceveva il riconoscimento per il miglior album country conquistato con Cowboy Carter sono uno schiaffo ai muri trumpiani e alle divisioni culturali che riempiono i discorsi di certi leader politici in diverse parti del mondo.
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Beyoncé ha ottenuto il Grammy nella categoria “album dell’anno”, la più ambita e la più prestigiosa degli Oscar della musica. Una vittoria prevedibile ma non scontata, visto che erano 26 anni che un’artista afrodiscendente non trionfava nella categoria più importante: l’ultima volta era toccato a Lauryn Hill, prima di lei avevano trionfato Natalie Cole e Whitney Houston. Ma era successo tanto, troppo fa. E pur essendo la cantante che può vantare il record di Grammy vinti (35), non aveva mai conquistato quello più importante.
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Al di là dei record, Beyoncé ha sfondato un muro che sembrava inattaccabile. Il country (a torto) è sempre stato considerato un genere a uso e consumo di un pubblico bianco: a volte molto conservatore, altre volte più aperto al progressismo, quello del country è un mondo comunque molto americanocentrico e poco incline alle contaminazioni: non è un caso che ai Country Music Awards di pochi mesi fa Cowboy Carter non era stato nemmeno candidato.
Durante il suo discorso di accettazione, Beyoncé ha regalato a tutta l’America una lezione di Storia citando Linda Martell, la prima artista nera a esibirsi al Gran Ole Opry, il tempio della musica country a Nashville (“Sono passati molti, molti anni”, ha detto commossa), ricordando a tutti che la narrazione su quel particolare genere poco conosciuto fuori dai confini americani ma di fondamentale importanza per la cultura americana nel senso più largo del termine andrebbe rivista e corretta.
A premiarla è stata Taylor Swift, l’icona pop del momento che arriva, guarda caso, dal country. E infine, Beyoncé arriva dal Texas: per chi conosce le vicende americane non è un dettaglio trascurabile.