✕

I Grammy del dissenso: le star alzano le voce su inclusione e diritti

Ascolta l'audio

Alla cerimonia di consegna degli “Oscar della musica”Beyoncé, Shakira, Lady Gaga e Alicia Keys hanno attaccato il presidente Usa su immigrati, trans e comunità emarginate
2 minuti di lettura

NEW YORK — Il musicale è politico. E gli artisti hanno fatto di tutto per ricordarlo nel corso del primo grande evento della nuova era Trump: quei Grammy Awards che domenica hanno riaperto la stagione delle premiazioni nella Los Angeles devastata dagli incendi. Superando l’inopportunità di una serata tutta glamour e canzonette, onorando i pompieri e raccogliendo fondi per la ricostruzione.

Cardi B sul palco dei Grammy a Los Angeles (reuters)

Già al fianco di Kamala Harris durante la campagna elettorale (con Beyoncé a regalare addirittura il brano Freedom e Charli xcx a incoronarla Brat come il suo album), musicisti e cantanti — quegli stessi big che hanno disertato in blocco l’insediamento del repubblicano — hanno sottolineato con dediche esplicite, e frecciatine ben piazzate fra una performance e l’altra, il loro impegno nei confronti di migranti e comunità Lgbtq+ finiti nel mirino de…

NEW YORK — Il musicale è politico. E gli artisti hanno fatto di tutto per ricordarlo nel corso del primo grande evento della nuova era Trump: quei Grammy Awards che domenica hanno riaperto la stagione delle premiazioni nella Los Angeles devastata dagli incendi. Superando l’inopportunità di una serata tutta glamour e canzonette, onorando i pompieri e raccogliendo fondi per la ricostruzione.

Cardi B sul palco dei Grammy a Los Angeles (reuters)

Già al fianco di Kamala Harris durante la campagna elettorale (con Beyoncé a regalare addirittura il brano Freedom e Charli xcx a incoronarla Brat come il suo album), musicisti e cantanti — quegli stessi big che hanno disertato in blocco l’insediamento del repubblicano — hanno sottolineato con dediche esplicite, e frecciatine ben piazzate fra una performance e l’altra, il loro impegno nei confronti di migranti e comunità Lgbtq+ finiti nel mirino del nuovo presidente che, alla Casa Bianca da appena due settimane, sta già scuotendo l’America con le deportazioni di massa di clandestini e la cancellazione di diritti ai trans. «Visti certi cambiamenti a Washington cercherò di godermi al meglio la serata. Potrebbe essere l’ultima volta che faccio qualcosa in questo Paese» ha esordito il conduttore Trevor Noah, celebre comico del Daily Show approdato negli Stati Uniti dal Sudafrica con una valigia piena di battute fulminanti, ironizzando sulla sua condizione di “emigrante”.

Per carità, a parte lo scandaloso passaggio sul red carpet della coppia Kanye West-Bianca Censori, a monopolizzare l’attenzione col look total nude di lei, protagonista della serata è stata principalmente la musica. A partire dalle rediviva sfida, mezzo secolo dopo, tra Beatles e Rolling Stones. Con la band scioltasi oltre 40 anni fa ad accaparrarsi il premio per la miglior performance rock grazie a Now and then, ricavato da una vecchia demo inedita, ripulita usando l’Intelligenza artificiale. E i loro leggendari rivali, ormai ultraottantenni, a vincere il trofeo per il miglior album rock — il loro 24esimo — Hackney diamonds.

Grammy Awards, il nude look di Bianca Censori fa discutere

A fare il pieno di grammofoni d’oro è stato invece il rapper Kendrick Lamar, ben cinque (miglior canzone, registrazione, brano rap, performance rap e video) per il singolo Not like us, “diss”, ovvero testo insultante scritto contro il collega Drake, accusato in rima addirittura di pedofilia.

Kendrick Lamar, vincitore di ben 5 Grammy 

A fare Storia sono stati però i due trofei assegnati alla sempre più indiscussa Signora della musica (36 Grammy all’attivo) Beyoncé. Il suo Cowboy Carter decretato miglior album dell’anno: prima donna di colore di questo secolo (e quarta nella storia del premio) a ottenere l’onore. Lei, d’altronde, è andata ben oltre: prima afroamericana a conquistare pure il riconoscimento per il miglior album country. A dimostrazione che pubblico e industria hanno compreso la sfida del suo lavoro più sperimentale. Quello con cui la popstar texana, mixando riff di banjo e gorgheggi yodel a ritmi dance e rap, ha rivendicato le radici nere (ricordando che i primi cowboy erano schiavi) di un genere tradizionalmente considerato bianco e gradito ai conservatori. «Genere è una parola per tenerci divisi come artisti. Io voglio incoraggiare a fare tutto ciò che appassiona» ha affermato in un discorso che si è fermato a un passo dall’essere politico.

Beyoncè 

Accettando i loro Grammy altri sono stati ben più espliciti. La colombiana Shakira (presentata da Noah come «la cosa più bella del suo Paese che non sia reato»), miglior album pop latino con Las mujeres ya no lloran, inno alla forza delle donne, ha dedicato il premio «ai miei fratelli e sorelle immigrati in questo Paese. Mi batterò sempre per voi, siete amati». Ancora, Lady Gaga, che ha vinto con Bruno Mars il miglior duetto con Die with a smile: «Le persone trans non sono invisibili. Meritano amore e sostegno». Mentre Alicia Keys, “Global impact award”, premio all’impatto globale, ha affermato: «Il Dei non è una minaccia» riferendosi all’altra aggressione di Trump ai diritti, quelle regole su diversità, uguaglianza e inclusione appena cancellate dal vocabolario delle agenzie statali.

Grammy, Shakira dedica il premio agli immigrati: "Voi valete, combatterò sempre al vostro fianco"

Perfino la miglior esordiente Chappell Roan è andata all’attacco al termine dell’esibizione da rodeo del suo Pink pony club. Chiedendo all’industria musicale di occuparsi dei giovani artisti: «Diano stipendi dignitosi e assistenza sanitaria». È nata una nuova stella che non le manda a dire.

Chappell Roan sul red carpet prima della cerimonia dei Grammy (agf)

Leggi i commenti