Pesaro – "Noi siamo quelli del Jova Beach Party, qualunque cosa accada".
Jovanotti riparte dal palazzetto di Pesaro dopo il suo annus horribilis, segnato dall'incidente in bici e da una faticosissima ripresa. Ha rischiato di dover scrivere la parola fine alla sua carriera e quando entra in scena, con uno smoking rosso e una camicia bianca, non riesce a nascondere un'emozione profonda.
Quando parte Montecristo è come se Lorenzo avesse concluso il suo lungo e doloroso esercizio contro la paura della fine. I novemila presenti a Pesaro (previste altre tre repliche) assistono al rito della rinascita con tutto il calore a cui Jovanotti è abituato: urlano forte e sventolano decine e decine di fogli con su scritto "bentornato".
Jovanotti, il debutto del tour "Palajova" a Pesaro
Lorenzo li legge e si commuove, ringraziando più e più volte la sua gente. Saluta gli spettatori speciali, Alessandro Baricco e "Gimbo" Tamberi, mentre si immerge in questa maratona da 145 minuti senza intervalli. Ha scelto di tenere la band sul fondo del palco, giusto sotto al mega schermo che alterna immagini live e giochi visual realizzati con l'IA: il momento forse più creativo coincide con Ragazza magica, con l'immagine di Lorenzo che si sovrappone a immagini coloratissime di stanze disegnate in stile Van Gogh.
Ma le diavolerie non sono il cuore di questo tour: niente passerelle volanti, niente ospiti o dj. Lorenzo ha messo al centro di tutto le canzoni. Ne ha prese alcune dal nuovo album (Montecristo, Il corpo umano, Fuorionda, "un mondo a parte") e il resto è una sorta di greatest hits, un regalo per la sua gente rimasta a lungo in attesa del suo ritorno: L'ombelico del mondo, Il più grande spettacolo dopo il big bang, Raggio di sole, 101, Mi fido di te, e poi due medley, uno funk (Questa è la mia casa, Mani in alto, La tribù che balla, Oh vita, Muoviti muoviti, Tanto tanto, Falla girare, Megamix) e un secondo lento (Come musica, Io ti cercherò, Punto, Serenata rap).
Quando la band e i coristi circondano Jovanotti lo show sembra prendere più corpo, mettendo in secondo piano l'emozione e la fisicità un po' ridotta di un artista che ha lottato (e continua a farlo) con un corpo colpito in maniera seria. La festa mobile del recente passato ritorna alla fine: Sabato, Yalla Yalla - Ti porto via con me, Penso positivo e la conclusiva Ragazzo fortunato sono la rivincita di Lorenzo sul destino. "Quando solo salito sul palco è stata la botta più forte da quando salgo sui palchi - ha scritto sui social al risveglio -. È andata bene benissimo strabenissimo. Grazie ancora per questa accoglienza".
E forse non è casuale che chiuda questo ritorno con Ragazzo fortunato: Montecristo è il messaggio della rinascita, la sua vecchia hit un modo per raccontare alla sua gente (e a se stesso) che la fortuna è davvero quella di incontrarsi ancora. Non era scontato.