“La musica non è questione di stile, ma di sincerità», diceva Bjork. E il bisogno di musica al femminile (perché di questo si tratta: bisogno di quello sguardo, nella maggior parte dei casi) dipende probabilmente dal grado di sincerità che molte artiste riescono a trasmettere attraverso le loro canzoni. Lo sbarco di un’artista come Joan Thiele a Sanremo ha riacceso un faro su un mondo sempre vivo come quello del cantaurato femminile, includendo nel termine anche espressioni non strettamente legate al rock o al pop, che nonostante tutto continua a emergere a fatica. Come molte artiste ricordano spesso, anche il mondo della musica è a trazione maschile e per una donna imporsi è sempre più complicato rispetto a un uomo. Sarà anche un caso, ma all’ultimo Sanremo il podio era tutto al maschile, e chissà se davvero è un caso.
Joan Thiele è la parte emersa, ma il mondo della canzone è pieno di esempi virtuosi che attendono solo un riflettore puntato addosso per mostrare una luce diversa d…
“La musica non è questione di stile, ma di sincerità», diceva Bjork. E il bisogno di musica al femminile (perché di questo si tratta: bisogno di quello sguardo, nella maggior parte dei casi) dipende probabilmente dal grado di sincerità che molte artiste riescono a trasmettere attraverso le loro canzoni. Lo sbarco di un’artista come Joan Thiele a Sanremo ha riacceso un faro su un mondo sempre vivo come quello del cantaurato femminile, includendo nel termine anche espressioni non strettamente legate al rock o al pop, che nonostante tutto continua a emergere a fatica. Come molte artiste ricordano spesso, anche il mondo della musica è a trazione maschile e per una donna imporsi è sempre più complicato rispetto a un uomo. Sarà anche un caso, ma all’ultimo Sanremo il podio era tutto al maschile, e chissà se davvero è un caso.
Joan Thiele è la parte emersa, ma il mondo della canzone è pieno di esempi virtuosi che attendono solo un riflettore puntato addosso per mostrare una luce diversa da quella che attraversa piattaforme e spettacoli tv. Daniela Pes, sarda, classe 1992, è il prototipo dell’artista che antepone la sincerità e il coraggio alla seduzione delle classifiche. Formazione jazz e fascinazioni sperimentale, ha esordito nel 2023 con l’album Spira, che le è valso un Premio Tenco come miglior opera prima. Il suo stile è misterioso, un po’ esoterico, legato strettamente alla sua Sardegna: i testi sono scritti in una sorta di neolingua in cui si uniscono il gallurese, l’italiano e altre parole inventate, mentre i suoni viaggiano tra art-pop e elettronica. All’estero ha già un suo pubblico, grazie alla partecipazione a una serie di festival importanti.
Tre dischi in quattro anni sono il biglietto di Emma Nolde, che nel suo ultimo lavoro Nuovospaziotempo ha fotografato la contemporaneità con una serie di canzoni sospese tra classicità e spinte in avanti. Il gusto per l’orchestrazione e l’indole “indie” (nel senso del volersi affrancare dalle regole del pop attuale) la rendono fruibile e profonda, adatta a qualsiasi contesto.
Anna Castiglia
«Non mi piace l’essere schiava dei numeri nella musica. Non mi piace non essere presa sul serio perché sono giovane e donna». Anna Castiglia, catanese classe 1998, è un altro prototipo di cantaurato libero e consapevole. Un passaggio a X Factor, la vittoria a Musicultura, qualche singolo e poi l’album Mi piace, un mix di pop e R&B, samba, swing e gipsy. Introspezioni e suoni differenti: un viaggio nelle colonie extra mondo (mainstream). A Torino ha co-fondato il progetto Canta Fino a Dieci, collettivo femminista di cantautrici che contrasta il gender gap nel mondo musicale.
Sally Cruz
Dall’universo rap arriva Sally Cruz, fiorentina (2003), ex calciatrice, è entrata giovanissima nel collettivo Supertango. Tutti gli artisti del collettivo vivono insieme nella stessa casa dove registrano in autonomia i propri dischi per mantenere il loro sound unico e originale. Le sue canzoni sono dolorose ma mai ostiche, tra sonorità urban e elettronica. Il brano La notte è stato realizzato con Thasup.
Coca Puma
Coca Puma invece è romana. Nata nel 1998 ha un progetto ambizioso: legare il jazz contemporaneo con la ambient e l’elettronica. Ha lavorato alle musiche di La Rivoluzione siamo Noi, film che racconta il decennio ‘67/’77, cruciale per l’arte contemporanea. Il suo primo album è Panorama Olivia. Il cinema sembrerebbe una delle sue destinazioni naturali, ma è la musica il centro nevralgico del suo universo.