Certe notti che non hai sonno e guardi fuori come da un balcone scuro affacciato sulla vita, capita di scrivere una canzone che ti segna per sempre, dalla quale non ti stacchi più, ma può anche capitare di scrivere una canzone che si possa condividere, come un inno sbandato, sporco di terra e segni di copertone sulla strada, perché a volte le canzoni lo fanno, anzi lo facevano, di farti sentire parte di una squadra, di un mondo, di una invisibile comunità schierata da una certa parte, che è quella parte e non potrebbe in alcun modo essere un’altra.
Certe notti capita che vuoi essere sveglio perché altrimenti “non sarai sveglio mai”, e lo sai che da qualche parte per chiunque c’è un bar Mario che tiene aperto solo per i pochi che vagano in cerca di una provvisoria pace che sia sul fondo di un bicchiere o nello sguardo complice di un altro come te che ha capito tutto e non c’è bisogno di dire nie…
Certe notti che non hai sonno e guardi fuori come da un balcone scuro affacciato sulla vita, capita di scrivere una canzone che ti segna per sempre, dalla quale non ti stacchi più, ma può anche capitare di scrivere una canzone che si possa condividere, come un inno sbandato, sporco di terra e segni di copertone sulla strada, perché a volte le canzoni lo fanno, anzi lo facevano, di farti sentire parte di una squadra, di un mondo, di una invisibile comunità schierata da una certa parte, che è quella parte e non potrebbe in alcun modo essere un’altra.
Certe notti capita che vuoi essere sveglio perché altrimenti “non sarai sveglio mai”, e lo sai che da qualche parte per chiunque c’è un bar Mario che tiene aperto solo per i pochi che vagano in cerca di una provvisoria pace che sia sul fondo di un bicchiere o nello sguardo complice di un altro come te che ha capito tutto e non c’è bisogno di dire niente.
Ligabue: "Credo nella famiglia felice, non è da sfigati"
Di notte c’è sempre una radio che può salvarti e tracciare una strada, una via d’uscita o anche soltanto un sollievo dato da un’altra canzone, magari di Neil Young, che entra nella tua canzone. Era il 1995 quando Ligabue tirò fuori la “sua” canzone senza neanche immaginare che in quello scorcio di secolo si stava consumando il tramonto di un’era della musica, della forza che le canzoni erano riuscite a portare nelle nostre vite, prima che gli anni 2000 polverizzassero quella intensità e quella potenza in un mare di rivoli di acqua chiara.
Le sue notti guardavano all’orizzonte della sua terra, ricordavano certe descrizioni degli Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli, cercavano brandelli di storie da condividere.
E noi oggi stiamo ancora aspettando che qualcuno scriva di queste notti, di quelle di oggi dove si fa fatica pure a cercare uno straccio di bar aperto per placare la sete di qualcosa che neanche sappiamo bene cosa sia.