Spettacoli

Il doc sulla disco music: dai club clandestini alle battaglie per i diritti

Il doc sulla disco music: dai club clandestini alle battaglie per i diritti

Su History Channel di Sky il documentario in sei puntate che racconta il fenomeno che rivoluzionò la musica e la storia sociale

2 minuti di lettura

ROMA – Quella che diventerà una rivoluzione permanente nel mondo della musica e del costume ha inizio ben prima del boom mediatico scatenato da La febbre del sabato sera. I primi segnali, infatti, sono rintracciabili nel 1979: clandestini, all’epoca quasi invisibili ma oggi molto chiari. I semi della disco music. Da qui parte il racconto della serie di History Channel Disco: una rivoluzione musicale, in onda da oggi, 16 marzo, ogni domenica sul canale tematico della piattaforma Sky.

Il racconto per immagini, che parte proprio dalle origini del fenomeno, è arricchito da interviste a grandi protagonisti di quel passaggio epocale. Dj come David Mancuso, Nicky Siano o Francis Grasso e artisti come Nona Hendryx, Thelma Houston, Anita Ward, Jessie Ware, George McRae e tanti altri.

Il racconto, realizzato dalla Bbc, prende il via dal 1969 da New York, in un’epoca in cui l’omosessualità e l’emancipazione sessuale erano ancora tabù, anzi erano perseguiti legalmente. I locali gay esistevano, ma erano clandestini e non prevedevano la possibilità di ballare. Uno di questi, lo Stonewall, subì una retata della polizia: quell’evento scatenò la reazione della comunità gay, nere e di altre minoranze etniche.

La rivolta sociale andò di pari passo con quella musicale: le rivendicazioni sui diritti trovarono una loro colonna sonora e, soprattutto, diedero forma a una necessità di espressione corporea libera, gioiosa, senza limiti sia nei gesti che nell’abbigliamento. Il dj David Mancuso ebbe l’intuizione di organizzare feste private (dunque non soggette a irruzioni della polizia) in appartamenti o seminterrati appositamente per ballare che davano libero accesso a tutti. In una New York caratterizzata da povertà e illegalità diffusa, con il razzismo e la discriminazione verso i gay ancora in pieno svolgimento, la nascente disco music diventava la colonna sonora di una cambiamento.

Nel corso del racconto si assiste poi all’esplosione del fenomeno disco, che da musica clandestina diventa fenomeno di massa grazie al successo di Donna Summer, Gloria Gaynor, Sylvester, George McRae. Una trasformazione sociale che attirò l’attenzione di rockstar come Rod Stewart e Rolling Stones e che iniziò a influenzare in modo sostanziale molta produzione musicale, ma anche a scatenare un astio da parte di molta critica e di una fetta di pubblico piuttosto intransigente: mentre da un lato impazzavano i Village People, dall’altra il movimento Disco Sucks organizzò un particolarissimo il 20 luglio 1979. In occasione di una partita di baseball a Chicago, il dj Steve Dahl organizzò il Disco Demolition Day, offrendo biglietti scontati a chi portava dischi da distruggere durante l’intervallo.

E mentre lo Studio 54 a New York diventava il sogno realizzato della libertà senza limiti, tutta l’euforia sessuale portata in superficie in quegli anni veniva frenata dall’incubo dell’Aids. Un cortocircuito umano e sociale che mise fine a un’epoca di trasformazione che però, nella realtà, non si è mai conclusa ma semplicemente ha cambiato abito. Basta pensare alla house, alla seconda Summer Of Love inglese del 1987 e a tanti altri eventi alla musica da ballare. Feste mobili figlie di quella notte allo Stonewall.

I commenti dei lettori