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“Mayhem”, gotico e dancefloor: il ritorno di Lady Gaga

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La recensione / Nel nuovo album l’artista mette in scena uno spettacolo in cui risuonano funk, autocitazioni e variazioni elettroniche
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«L’arte è una bugia, e ogni giorno uccido per renderla vera». Lady Gaga, dopo i successi dei primi dischi, non aveva mai smesso di cercare trasformazioni che potessero rendere il suo personaggio mai uguale a se stesso. Con Mayhem, però, anche lei ha deciso di interrompere le trasformazioni e tornare su un terreno già conosciuto: quello delle piste da ballo.

Senza mai cadere nella trappola dell’autocitazione e mantenendo quel sapore gotico del precedente Little monster, Gaga porta con sé l’immaginario fatto di zombie e bestie inquietanti, mettendo in scena uno spettacolo in cui risuonano il funk potente di Killah, qualche autocitazione come Abracadabra e una variazione elettronica come Perfect celebrity.

Rispetto a un modello come Madonna, Gaga mantiene un’eleganza formale che non sempre appartiene a Miss Ciccone. I riferimenti, piuttosto, possono portare …

«L’arte è una bugia, e ogni giorno uccido per renderla vera». Lady Gaga, dopo i successi dei primi dischi, non aveva mai smesso di cercare trasformazioni che potessero rendere il suo personaggio mai uguale a se stesso. Con Mayhem, però, anche lei ha deciso di interrompere le trasformazioni e tornare su un terreno già conosciuto: quello delle piste da ballo.

Senza mai cadere nella trappola dell’autocitazione e mantenendo quel sapore gotico del precedente Little monster, Gaga porta con sé l’immaginario fatto di zombie e bestie inquietanti, mettendo in scena uno spettacolo in cui risuonano il funk potente di Killah, qualche autocitazione come Abracadabra e una variazione elettronica come Perfect celebrity.

Rispetto a un modello come Madonna, Gaga mantiene un’eleganza formale che non sempre appartiene a Miss Ciccone. I riferimenti, piuttosto, possono portare dalle parti di Charli XCX, ormai dominante nel circuito pop mondiale, o magari da quelle di Chappell Roan, ormai idolatrata dal pubblico queer di mezzo mondo.

In tutto il disco, Gaga propone nuova musica seguendo un canone che lei stessa ha contribuito a definire. Forse la vera sorpresa è How bad do u want me, che sembra rimandare al mondo di Taylor Swift. Il gioco è scoprire se sia un omaggio o un improvviso sbotto di cattiveria. Come a dire, la regina del pop sono io.

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