Roma – «Dopo l’esperienza di Sanremo sentivo il bisogno di rigenerarmi e così sono andato in un piccolo paese della Romagna a guidare il trattore e a lavorare la terra. E adesso la voglia di musica è tornata ma quel legame è rimasto», racconta Mirco Mariani. Non a caso il nuovo singolo dei suoi Extraliscio, Il cielo è mare, è stato realizzato con le mondine di Novi, simbolo di resistenza, lavoro collettivo e sorellanza proto-femminista e, sempre non a caso, esce il 25 aprile.
«In un momento in cui tutto sta andando un po’ alla deriva e c’è molta finzione in quello che ci circonda, il 25 aprile e i valori che rappresenta diventano ancora più importanti da proteggere e trasmettere. Da qui l’idea di far arrivare alla gente qualcosa che potrebbe essere d’aiuto, qualcosa di bello». Ed ecco allora questo brano che unisce la ricerca musicale alla memoria popolare, celebrando la libertà attraverso la musica e la voce delle donn…
Roma – «Dopo l’esperienza di Sanremo sentivo il bisogno di rigenerarmi e così sono andato in un piccolo paese della Romagna a guidare il trattore e a lavorare la terra. E adesso la voglia di musica è tornata ma quel legame è rimasto», racconta Mirco Mariani. Non a caso il nuovo singolo dei suoi Extraliscio, Il cielo è mare, è stato realizzato con le mondine di Novi, simbolo di resistenza, lavoro collettivo e sorellanza proto-femminista e, sempre non a caso, esce il 25 aprile.
«In un momento in cui tutto sta andando un po’ alla deriva e c’è molta finzione in quello che ci circonda, il 25 aprile e i valori che rappresenta diventano ancora più importanti da proteggere e trasmettere. Da qui l’idea di far arrivare alla gente qualcosa che potrebbe essere d’aiuto, qualcosa di bello». Ed ecco allora questo brano che unisce la ricerca musicale alla memoria popolare, celebrando la libertà attraverso la musica e la voce delle donne che hanno fatto la storia delle campagne emiliane e romagnole. «Sì, Il cielo è mare nasce dal desiderio di raccontare il valore per me più grande che è quello della libertà, ed è anche il tema centrale del 25 aprile. Abbiamo cercato di farlo con leggerezza e, speriamo, al tempo stesso con profondità» continua Mirco.
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Il brano, prodotto da Betty Wrong Edizioni Musicali e distribuito da Sony, è stato scritto e arrangiato da Mariani: il risultato è una canzone che fonde il suono contemporaneo del Labotron (il suo studio bolognese pieno di ricercati strumenti vintage) con le voci senza tempo delle mondine, in un incontro tra passato e presente, tra Emilia e Romagna, tra storie vicine e diverse che si intrecciano in un unico canto.
«Mi sono sempre sentito uno con le scarpe sporche di terra, come le mondine e registrare il brano nella bassa modenese, in uno studio di frontiera, il Music Inside di Rovereto sulla Secchia mi ha restituito la sensazione di vivere un’esperienza autentica, un’atmosfera da Buena Vista Social Club, dove la musica è legata al territorio e alla sua storia culturale e politica, a tradizioni sentite e valori mai dimenticati». Anche dal punto di vista musicale è stata un’esperienza emozionante: «Le mondine sono persone semplici, rigorose, con una determinazione e un sorriso che non si dimenticano. Cantano all’unisono, portano avanti le loro idee con forza, e la loro voce è un canto di libertà che va oltre il tempo”.
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Rinascono così gli Extraliscio: «Noi siamo questa cosa qua e nel momento in cui anche la musica è sempre più finta ritorniamo alle radici. In questo è stato decisivo anche Massimo Zamboni che, quando ci siamo incontrati, invece di parlarmi di musica mi ha detto che lui doveva andare a fare il fieno», spiega Mariani. E Zamboni commenta così il nuovo brano: «Cielo, mare, lucciole, cori di mondine: casa. Si potrebbe pensare che in queste canzoni non ci sia alcuna relazione con gli eventi che ci opprimono nel giorno quotidiano. Sono invece colonna sonora per ricominciare a vivere, liscio che reclama di esistere in un mondo sempre più ruvido. Ridere e cantare, correre come si è sempre fatto, in tempi altrettanto duri. Non per fuga, ma per salvezza».
E se il 25 aprile celebra la libertà «Il cielo è mare non vuole essere un singolo», dice Mirco, «ma cantare come è bello pensare a tutte le cose impossibili: uccelli che nuotano e pesci che volano. E che magari invece un giorno...».