Lou Reed e quel rumore che fece Storia. La recensione
di Andrea SilenziLester Bangs, il critico più folle e geniale della storia del rock, aveva descritto Metal Machine Music come l’insieme di due dischi (su vinile sono quattro facciate) “che durano un’ora e non contengono altro che rumori di feedback a palla registrati a varie frequenze, messi come sottofondo a altri strati di rumore, divisi in due canali totalmente separati di strilli e sibili del tutto inumani...”.
Era il 1975 quando Lou Reed decise di sfidare tutto e tutti, soprattutto i nostalgici di Transformer, il disco che lo ha reso una star ma che proprio per questo ha cercato di allontanare da sé, e la casa discografica, con un disco di puro rumore bianco allungato e distribuito per quattro facciate di vinile. Una sberla in faccia a tutti, un esperimento che oggi risulta meno spiazzante rispetto a quegli anni ma che resta comunque un gesto di pura avanguardia.
Reed avrebbe voluto che sul disco fosse applicata un’etichetta con su…
Lester Bangs, il critico più folle e geniale della storia del rock, aveva descritto Metal Machine Music come l’insieme di due dischi (su vinile sono quattro facciate) “che durano un’ora e non contengono altro che rumori di feedback a palla registrati a varie frequenze, messi come sottofondo a altri strati di rumore, divisi in due canali totalmente separati di strilli e sibili del tutto inumani...”.
Era il 1975 quando Lou Reed decise di sfidare tutto e tutti, soprattutto i nostalgici di Transformer, il disco che lo ha reso una star ma che proprio per questo ha cercato di allontanare da sé, e la casa discografica, con un disco di puro rumore bianco allungato e distribuito per quattro facciate di vinile. Una sberla in faccia a tutti, un esperimento che oggi risulta meno spiazzante rispetto a quegli anni ma che resta comunque un gesto di pura avanguardia.
Reed avrebbe voluto che sul disco fosse applicata un’etichetta con su scritto “ascoltatelo prima due minuti, perché non vi piacerà”. Alla Rca avrebbero voluto che questo esasperato azzardo fosse seppellito nella memoria nel più breve tempo possibile, confidando nel prossimo disco “di canzoni”, che poi sarebbe stato Coney Island Baby. Invece ha fatto scuola e proseliti e resta una pagina incancellabile di libertà artistica. Per quanto riguarda le stellette, bisognerebbe far prevalere la fruibilità o la geniale provocazione? Qui siamo di fronte a un pezzo di Storia, a un disco al di là del bene e del male. Maneggiare con cura.
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Metal Machine Music
Lou Reed
Voto: quattro stelle su cinque