✕

Murubutu, il rap che invita al viaggio con Calvino e Wenders. La recensione

Ascolta l'audio

“La vita segreta delle città” è l’ottavo album in studio dell’artista emiliano
1 minuti di lettura

Cervello e stomaco e stavolta le percentuali sono (quasi) uguali. Il rap letterario di Murubutu resta intatto, i riferimenti confermano la capacità di rileggere e adattare Calvino e Joyce, Wenders e Balzac, Cronenberg e Sofocle. E stavolta il piano tematico è dato da ciò che arriva addosso dal vivere nelle metropoli contemporanee.

Ne La vita segreta delle città - ottavo album in studio per l’alter ego di Alessio Mariani - Murubutu ci racconta di alienazione e corpi solitari, di piccole possibilità di gioia e della macchina dei ricordi che riporta sempre davanti allo specchio in cui si riflette ciò che è stato, ciò che volevamo essere e ciò che siamo diventati.

Fin qui la conferma di una delle penn…

Cervello e stomaco e stavolta le percentuali sono (quasi) uguali. Il rap letterario di Murubutu resta intatto, i riferimenti confermano la capacità di rileggere e adattare Calvino e Joyce, Wenders e Balzac, Cronenberg e Sofocle. E stavolta il piano tematico è dato da ciò che arriva addosso dal vivere nelle metropoli contemporanee.

Ne La vita segreta delle città - ottavo album in studio per l’alter ego di Alessio Mariani - Murubutu ci racconta di alienazione e corpi solitari, di piccole possibilità di gioia e della macchina dei ricordi che riporta sempre davanti allo specchio in cui si riflette ciò che è stato, ciò che volevamo essere e ciò che siamo diventati.

Fin qui la conferma di una delle penne più raffinate del nostro hip-hop. La vera novità sta negli arrangiamenti del disco. La patina commerciale non è sfiorata neanche per caso ma i beat, gli inserti di chitarre e fiati svelano una maggiore attenzione al sound, forse più consapevolezza della dimensione live. Le collaborazioni e i featuring (Alborosie, Erica Mou e Danno tra gli altri) sono scelti, calibrati e non imposti da esigenze commerciali. Il recinto stilistico è sempre quello del rap anni 90, una miniera che ha dell’inesauribile.

Quindici canzoni che invitano al viaggio. Perché anche se l’itinerario non supera i confini del proprio quartiere, meravigliarsi è possibile solo quando ci si muove.

Leggi i commenti