Tanti l’avranno vista cantare l’Inno di Mameli all’ultima finale di Coppa Italia, tanti altri ancora, magari, la sentiranno in radio con questa Allegria bugiarda, con cui ha deciso di giocarsi le proprie carte per l’estate (il videoclip in anteprima). Fatto sta che la Chiara Galiazzo che conoscevamo è cambiata, nel look e nello spirito. Classe 1986 da Padova, vincitrice di X Factor nel 2012 e da lì in orbita per qualche anno - aveva duettato, tra gli altri, con Mika in Stardust, nel 2013 - aveva contagiato tutti con la sua simpatia torrenziale e l’ingenuità, salvo poi scoprire che anche nel bosco della musica italiana si nasconde il Lupo Cattivo. “Ora so che non si può piacere a tutti”. Adesso è ripartita con una consapevolezza nuova, ma senza perdere la bussola stilistica, forte di una canzone estiva dulcamara, che guarda soprattutto ai grandi del passato. “Sono stati tempi difficili”, dice. “Se escludo la cover di Un’estate fa, di Califano, non pubblico un pezzo estivo da Vieni con me. Era il 2013”.
Cosa l’ha spinta a mettersi in gioco?
“Io sono fatta così: cincischio, finché a un certo punto non mi butto. Tra l’altro il brano non è mio, ma di Daniele Magro e Michael Tenisci. Ultimamente ho cominciato a scrivermi da sola le canzoni, per certi versi è stato un passo indietro, ma quando me l’hanno proposta, su un mio spunto, ho pensato che fosse perfetta”.
Sembra che il pezzo estivo sia una tassa da pagare per voi artisti.
“È vero, o c’è quello o c’è Sanremo. Ma io non l’ho vissuta così: la canzone mi ha ispirato per le sue atmosfere vintage, mi ricorda i grandi pezzi del passato a cui sono affezionata. Adoro Poco sole di Ornella Vanoni, classici come Abbronzatissima. I miei riferimenti sono lì”.
Si vede anche dal video.
“L’abbiamo girata a Portopiccolo Sistiana, vicino Trieste, usando proprio una grana che ricorda i film degli anni sessanta. La protagonista sono io - finalmente sto prendendo confidenza con la mia nuova immagine sullo schermo. Interpreto due ruoli opposti, per raccontare il mio rapporto, appunto, dolceamaro con l’estate. Della bella stagione amo i tramonti, quando viene sera. Di giorno faccio più fatica: il brusio, tutta quella luce, la felicità - come dice la canzone - stupidamente forzata; sono tutti aspetti che non sopporto. Sembra che d’estate bisogna essere tutti allegri, per forza. Non lo capisco”.
I Baustelle, che anni fa per lei hanno scritto una canzone, dicevano che c’è un po’ di morte in ogni estate, e viceversa.
“La vedo anch’io così. Poi, certo, dipende dall’età: ora si è assestata, ma quand’ero adolescente ricordo una stagione interminabile, da cui si usciva stravolti. Alla fine di ogni estate mi sentivo una persona nuova, trovavo e perdevo amori, amici, convinzioni. Bello e intenso”.
Lei quante volte ha finto l’allegria?
“Spesso, come tutti. Quando c’è da andare in scena, a volte, è inevitabile. La butto sull’ironia: se mi vedete fare lo show, è perché in realtà sono triste”.
E la timidezza? A parlarle non sembra, eppure nel pezzo se l’attribuisce.
“Camuffo bene anche quella. Le dicevo: sono una che si fa tanti film, che sente spesso una vocina pronta a dirle di mollare tutto, ma quando poi mi sblocco sono davvero tenace. Con X Factor, all’epoca, fu così: ci ho provato sei volte, solo l’ultima ovviamente è stata quella buona, ma non ho mai mollato. Ecco, forse nell’ultimo anno ho ritrovato questa tenacia che, specie durante la pandemia, avevo perso”.
Ha scherzato anche sulla sua esclusione dell’ultimo Sanremo. Sommando gli elementi…
“Esatto, ci riproverò”.
Diceva che sono stati anni duri. È stato difficile, per una come lei, uscita dai talent, adattarsi al mercato di oggi?
“Difficilissimo. C’è stato un ricambio forte, di gusti, ascolti, tendenze. Siamo stati, in qualche modo, esclusi. E poi sono cambiate le dinamiche: nel 2013, per farle un esempio, c’erano ancora le mode, che in sé non erano un male, anzi, detto che non penso di essere mai stata ‘di moda’; oggi invece vincono i trend, e i trend durano poche settimane, se non addirittura giorni. Ho capito, lavorando su me stessa, che non ha senso seguirli, né artisticamente né a livello di salute mentale, perché si sta solo che male”.
Per cui?
“Proseguo per la mia strada: qualcuno che ascolterà, alla fine, arriverà; e per fortuna, se siamo qui a parlare, è arrivato, o comunque non se n’è andato. Il Lupo Cattivo c’è, è inutile negarlo. Nella vita come nella musica. Ma ho accettato che ci sono delle variabili su cui non si può agire, perché dipendono dagli altri. Meglio concentrarci e migliorare noi stessi. E poi serve ascoltarsi. Ero arrivata al bivio: dopo la crisi, o ci si deprime - e un po’ mi è successo - o si reagisce. E quindi eccomi”:
È stato più difficile gestire il successo improvviso, post X Factor, o il calo di popolarità?
“Assolutamente il successo post X Factor, perché non ero pronta. Non me l’aspettavo, mi si aprì un mondo gigantesco davanti e dovevo ancora prendere le misure. È stata dura, anche perché io non conoscevo chi avevo intorno e loro non conoscevano me né la mia storia. Non è stato un momento, ecco, che mi ha reso più forte. Quello semmai è stato cadere: il bello di cadere - perché tanto succede a tutti - è che ogni volta è più facile rialzarsi”.
Che direbbe alla giovane Chiara Galiazzo?
“Poverina. Era così ingenua. Io li capisco, gli artisti giovani che a un certo punto mollano, si prendono una pausa perché non ce la fanno. Do loro lo stesso consiglio che mi darei tornando indietro: circondarsi della gente giusta, di chi ci vuole bene davvero. Io, alla fine, ce l’ho fatta”.
Mika, con cui nel 2013 aveva duettato in Stardust, lo sente ancora?
“Ogni tanto sì, È un grandissimo musicista, mi ha dimostrato come un artista sia tale non solo quando scrive una canzone, ma in ogni aspetto della sua vita. Lui ha un controllo assoluto su tutto, tiene la direzione creativa della sua esistenza. E lo fa con una risolutezza che gli invidio, perché poi chiaramente, a quel livello, ci sono tanti interessi in ballo. Eppure lui va dritto per la propria strada. È una macchina da guerra”.
Anche lei si è fatta d’acciaio, nel frattempo. Le critiche sul suo cambio di look l’hanno toccata?
“Moltissimo, purtroppo. Se alle critiche sulle canzoni, in qualche modo, mi sono vaccinata, sul corpo ero più vulnerabile. Ma ho trovato la forza anche lì. Sono cambiata e sono felice così, tanto ci sarà sempre chi si sentirà in diritto di dirmi come devo essere. Sui social, ciclicamente, arriva qualcuno a dirmi che sarei brava a cantare anche se non mi spogliassi. Che poi, si figuri, solo perché quando ho cantato l’Inno di Mameli, all’ultima finale di Coppa Italia, avevo un certo tipo di gonna. Ne avessi avuto un altro tipo, mi avrebbero criticato lo stesso. Noi donne non andiamo mai bene così come siamo”.
Da Mika a Ornella Vanoni, ha duettato con tanti delle generazioni precedenti alla sua. Ma tra quelli che le hanno “rubato il posto”, con chi duetterebbe?
“A me piace da morire Anna. Ha una convinzione pazzesca. E fa bella musica. A vent’anni sarei voluta essere come lei. Ma ognuno ha i suoi tempi”.