Quella copertina un po’ mistica, con la figura del chitarrista circondata da una luce dorata, rimanda alle visioni di Santana negli anni 70, quando il suo nome era preceduto dalla parola Devadip, ovvero “lanterna e occhio di Dio”. Adesso spiega che «siamo tutti capaci di diventare esseri senzienti: coloro che vedono oltre il fisico e sentono, trasmettono e incarnano le correnti spirituali di amore, perdono e compassione». Il sottotesto di Sentient, una sorta di antologia con tre inediti, è questo. La musica non è, ovviamente, quella travolgente dei primi album, quando Santana fu tra gli inconsapevoli inventori del concetto di world music.
C’è la sua chitarra, inconfondibile, che duetta con la tromba di Miles Davis (Get On e Rastafario), che accompagna Michael Jackson in Whatever Happens (un capolavoro) e lo omaggia con una versione live di Stranger In Moscow. Tra gli ospiti anche Smokey Robinson, Darryl DMC Daniels e Ci…
Quella copertina un po’ mistica, con la figura del chitarrista circondata da una luce dorata, rimanda alle visioni di Santana negli anni 70, quando il suo nome era preceduto dalla parola Devadip, ovvero “lanterna e occhio di Dio”. Adesso spiega che «siamo tutti capaci di diventare esseri senzienti: coloro che vedono oltre il fisico e sentono, trasmettono e incarnano le correnti spirituali di amore, perdono e compassione». Il sottotesto di Sentient, una sorta di antologia con tre inediti, è questo. La musica non è, ovviamente, quella travolgente dei primi album, quando Santana fu tra gli inconsapevoli inventori del concetto di world music.
C’è la sua chitarra, inconfondibile, che duetta con la tromba di Miles Davis (Get On e Rastafario), che accompagna Michael Jackson in Whatever Happens (un capolavoro) e lo omaggia con una versione live di Stranger In Moscow. Tra gli ospiti anche Smokey Robinson, Darryl DMC Daniels e Cindy Blackman Santana. Il disco a volte scivola in qualche manierismo ma all’improvviso si accende con una visione, con la tromba di Davis o la voce di Jackson. Accarezza il blues in Coherence, ma la sua volontà, a 77 anni, è quella di portare lo sguardo lontano, oltre la barriera del tempo: «Da Stravinsky a James Brown, è tutta la stessa canzone, il che significa che è tutta connessa al cordone ombelicale dell’umanità e del pianeta Terra».