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Miley Cyrus, nel nuovo disco “Something beautiful” tutto il già visto del pop. La recensione

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Come spesso accade, le aspettative possono diventare un ostacolo
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Come spesso accade, le aspettative possono diventare un ostacolo. Soprattutto se alimentate dall’artista stessa. Miley Cyrus, la popstar più irrequieta del pianeta insieme a Britney Spears, ha presentato Something beautiful come “un tentativo di curare una cultura in qualche modo malata attraverso la musica”. Ha parlato di un disco con proprietà sonore curative e addirittura del suo desiderio di essere “uno psichedelico puro”. Presentazione stupefacente, ma il risultato finale non ha niente di psichedelico e forse nemmeno di curativo.

Difficile che a questi livelli (parliamo di un’artista che con Flowers ha raccolto 2.7 miliardi di stream) ci si possa imbattere in cialtronerie sonore. Ma più che curative, le canzoni sono un viaggio nel pop anni O…

Come spesso accade, le aspettative possono diventare un ostacolo. Soprattutto se alimentate dall’artista stessa. Miley Cyrus, la popstar più irrequieta del pianeta insieme a Britney Spears, ha presentato Something beautiful come “un tentativo di curare una cultura in qualche modo malata attraverso la musica”. Ha parlato di un disco con proprietà sonore curative e addirittura del suo desiderio di essere “uno psichedelico puro”. Presentazione stupefacente, ma il risultato finale non ha niente di psichedelico e forse nemmeno di curativo.

Difficile che a questi livelli (parliamo di un’artista che con Flowers ha raccolto 2.7 miliardi di stream) ci si possa imbattere in cialtronerie sonore. Ma più che curative, le canzoni sono un viaggio nel pop anni Ottanta, tra lo stile Abba di End of the world all’incrocio tra gli stessi Abba e i Bronski Beat di Walk of fame, il soft rock vagamente disco di Easy lover o la ballata classica Give me love. Tra gli ospiti c’è pure Brittany Howard degli Alabama Shakes e tutto scorre senza intoppi. Ma se una promessa è una promessa, qui non c’è nessun volo psichedelico.

Semmai c’è una raccolta di canzoni vecchio stile che non riesce a portarci oltre il già sentito. E mentre il pop (soprattutto quello al femminile) detta la linea ovunque e disegna le traiettorie future, Cyrus non riesce a fare la rivoluzione, ma solo a navigare su un pur efficace e piacevole déjà vu.

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