Marianne Faithfull, l’ultimo EP racconta una vita tra grazia e tormento
di Andrea Silenzi«È un buon momento per guardare indietro. Mi aiuta a ricordare tutto ciò che ho fatto. Non posso dire di essere una persona particolarmente nostalgica, ma mi sto godendo questo periodo di riflessione». Marianne Faithfull aveva commentato così la realizzazione di questo Ep di quattro canzoni, la cui uscita era prevista a febbraio scorso. Poi Marianne se n’è andata, lasciando dietro di sé una scia di bellezza e di dolore che ha segnato un’intera epoca.
Pubblicazione posticipata, e forse queste canzoni risultano più godibili senza l’inevitabile peso di un ascolto sull’onda dell’emotività. Due pezzi sono in stile folk, gli altri due in stile pop: un omaggio a due fasi della vita artistica di questa eccezionale e fragilissima artista. Quella degli esordi, quando i Rolling Stones ne esaltarono la figura angelica e peccatrice, e quella conclusiva, quando si immerse nella canzone del Novecento e oltre.
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«È un buon momento per guardare indietro. Mi aiuta a ricordare tutto ciò che ho fatto. Non posso dire di essere una persona particolarmente nostalgica, ma mi sto godendo questo periodo di riflessione». Marianne Faithfull aveva commentato così la realizzazione di questo Ep di quattro canzoni, la cui uscita era prevista a febbraio scorso. Poi Marianne se n’è andata, lasciando dietro di sé una scia di bellezza e di dolore che ha segnato un’intera epoca.
Pubblicazione posticipata, e forse queste canzoni risultano più godibili senza l’inevitabile peso di un ascolto sull’onda dell’emotività. Due pezzi sono in stile folk, gli altri due in stile pop: un omaggio a due fasi della vita artistica di questa eccezionale e fragilissima artista. Quella degli esordi, quando i Rolling Stones ne esaltarono la figura angelica e peccatrice, e quella conclusiva, quando si immerse nella canzone del Novecento e oltre.
Ascoltando in sequenza la voce dei suoi esordi, delicata ma già inquieta, e quella della sua seconda vita, roca e graffiata da un’esistenza al limite dell’autodistruzione, si può comprendere una parabola umana esaltante e drammatica: il primo brano, Burning Moonlight, è ispirato a As Tears Go By, il suo primo successo, 1965. “It is the evening of the day” era il primo verso di quella canzone, soave e disperata. Nessuno poteva sospettare quanto dolore si nascondesse in quella voce destinata all’immortalità.