Ligabue a Campovolo, festa rock per centomila fan: “Riscopriamo l’impegno”
di Luca BortolottiL’allerta meteo che prima fa rosolare al sole e poi porta nuvole cariche di pioggia ai centomila della Rcf Arena di Campovolo sembra la natura che vuol dire la sua su ciò che Ligabue racconta dal palco. Crisi climatica, guerre, i potenti del mondo che ballano sul mondo in fiamme: tra immagini e parole, “La notte di Certe Notti” per i 30 anni del brano simbolo diventa pamphlet sociale per Liga. Che pare dirci che oggi non esporsi è esser parte del problema. «Da adolescente ero convinto il mondo si potesse render migliore, ora sarebbe tutto da smontare», spiega nel backstage.
Sul palco l’elefante dentro l’immensa stanza di Campovolo, accolto da ovazione del pubblico, inizia a esser portato alla luce dalla crisi climatica: numeri impietosi, 7 milioni di morti per inquinamento, 7mila comuni italiani a rischio frane e alluvioni, scorrono sui maxischermi su Cosa vuoi che sia. Ma il discorso è ampio, come quando Il mio nome è …
L’allerta meteo che prima fa rosolare al sole e poi porta nuvole cariche di pioggia ai centomila della Rcf Arena di Campovolo sembra la natura che vuol dire la sua su ciò che Ligabue racconta dal palco. Crisi climatica, guerre, i potenti del mondo che ballano sul mondo in fiamme: tra immagini e parole, “La notte di Certe Notti” per i 30 anni del brano simbolo diventa pamphlet sociale per Liga. Che pare dirci che oggi non esporsi è esser parte del problema. «Da adolescente ero convinto il mondo si potesse render migliore, ora sarebbe tutto da smontare», spiega nel backstage.
Sul palco l’elefante dentro l’immensa stanza di Campovolo, accolto da ovazione del pubblico, inizia a esser portato alla luce dalla crisi climatica: numeri impietosi, 7 milioni di morti per inquinamento, 7mila comuni italiani a rischio frane e alluvioni, scorrono sui maxischermi su Cosa vuoi che sia. Ma il discorso è ampio, come quando Il mio nome è mai più diventa sfondo per dire “Basta col massacro a Gaza”, ma anche in Ucraina, Sudan e altri 56 luoghi nel mondo. «Le canzoni non hanno più l’impatto sociale di un tempo, ma non si può tacere: in Palestina tanto è l’orrore che ogni parola è inutile, ma va immaginata una fine del massacro», dice, raggiunto virtualmente sul palco da Benigni e un suo discorso sulle guerre che uccidono i bambini, «e se ciò non ti fa male non sei essere umano». La speranza «arriva forse dal genere femminile», dai volti che appaiono su Le donne lo sanno, artiste, attiviste, scienziate, sportive, che hanno lasciato un segno, da Rita Levi Montalcini a Raffaella Carrà, da Nilde Iotti a Liliana Segre. Giorgia Meloni è all’opposto una delle protagoniste del video che accompagna Happy hour. Ci sono i potenti su un’astronave a brindare mentre abbandonano la Terra: Putin con Trump, Netanyahu con Orban, la premier con Macron.
Sullo sfondo sempre una Las Vegas a volte post apocalittica, a volte sexy e luccicante. Del resto in quel Buon compleanno, Elvis che compie 30 anni Vegas era nel video di Viva, nelle giacche indossate anche ieri, nella Cadillac gigante trasformata in palco mobile su Si viene e si va, nell’Elvis gonfiabile che campeggia nella Ligastreet, la via che tra cibo, show, una mostra, una sala giochi da bar, conduce agli ingressi di Campovolo. Dove tra folle oceaniche e voglia di provincia «sono nate amicizie, amori, famiglie», s’emoziona Liga: «Nel 2011 dissi sarebbe stato bello concepire un figlio quella sera. È successo, ne ho le prove». Prove che camminano tra chi s’immortala sotto le foto nella Ligastreet dedicate ai cinque Campovolo dal 2005 ad oggi. «Qui avevo nella pancia mia figlia», dice una fan indicando il poster del 2015. Momenti di intimità tra centomila sconosciuti. Attenzione, centomila, non tutto esaurito, che sarebbe da 103mila. Perché «dichiarare sold out a ogni costo è ormai un’ossessione, basta», interviene il promoter Ferdinando Salzano.
Liga il tempo per costruire numeri veri l’ha coltivato, qui ne gode i frutti con una festa intergenerazionale da 28 brani e tre ore, alternando le quattro band che l’hanno affiancato in 35 anni di carriera. Certe notti apre la serata: testo proiettato e pubblico a cantarla in attesa del via alle danze. Poi la chiude, dal vivo. Assolo di capitan Poggipollini, fuochi d’artificio, tutti i musicisti insieme sul palco. Sipario, per ora. Perché la festa continua, alla Reggia di Caserta il 6 settembre e poi, novità annunciata ieri dal palco, San Siro il 20 giugno 2026 preceduto da otto date a maggio in Europa. Perché, dopotutto, certe notti sono quel vizio che non vuoi smettere mai.