✕

Fabri Fibra canta la rabbia con Guccini e Dalla. La recensione di Gino Castaldo

(fotogramma)

Ascolta l'audio

E’ appena uscito il nuovo album “Mentre Los Angeles brucia”. Ad ascoltarlo tutto di fila, come si usava ai vecchi tempi, ci si immerge in un mondo contorto e pieno di spigoli
1 minuti di lettura

A ripagare il costo del biglietto basterebbe già il primo pezzo, una briscola d’oro calata nell’incipit che si intitola L’avvelenata, ed è proprio quell’Avvelenata, firmata ed evidentemente prestata dal Maestrone Guccini, con Fabri Fibra che alternandosi alle strofe dell’originale attualizza all’istante quelle potenti invettive di più o meno cinquant’anni fa, con invettive adeguate alla miseria dei nostri tempi.

Ma non è solo quello Mentre Los Angeles brucia, il nuovo disco di Fibra che già nel titolo denuncia la volontà di essere dentro il tempo, intorno al tempo, presente e disagevole, scomodo e a volte perfino un po’ stronzo, come gli artisti dovrebbero essere, è un viaggio.

La cover dell'album "Mentre Los Angeles brucia" 

Ad ascoltarlo tutto di fila, come si usava ai vecchi tempi, ci si immerge in un mondo contorto e pieno di spigoli, con un papà mandato riccamente e senza sconti a quel …

A ripagare il costo del biglietto basterebbe già il primo pezzo, una briscola d’oro calata nell’incipit che si intitola L’avvelenata, ed è proprio quell’Avvelenata, firmata ed evidentemente prestata dal Maestrone Guccini, con Fabri Fibra che alternandosi alle strofe dell’originale attualizza all’istante quelle potenti invettive di più o meno cinquant’anni fa, con invettive adeguate alla miseria dei nostri tempi.

Ma non è solo quello Mentre Los Angeles brucia, il nuovo disco di Fibra che già nel titolo denuncia la volontà di essere dentro il tempo, intorno al tempo, presente e disagevole, scomodo e a volte perfino un po’ stronzo, come gli artisti dovrebbero essere, è un viaggio.

La cover dell'album "Mentre Los Angeles brucia" 

Ad ascoltarlo tutto di fila, come si usava ai vecchi tempi, ci si immerge in un mondo contorto e pieno di spigoli, con un papà mandato riccamente e senza sconti a quel paese, con tutte le sue colpe, e all’opposto una lettera a un figlio che, dice, non avrà mai, e poi ancora confessioni brucianti, e sentir dire a un rapper “non sapevo neanche dove infilarlo” è altamente salutare, benefico, e poi colpi di frusta a tossici, rapper da operetta, maschi codardi e irrispettosi. Fino a un drammatico colpo di genio quando parte Tutto andrà bene e dopo un poco ci si rende conto che si tratta niente di meno che di una Anna e Marco versione 2025, tragica e disperata, contro la crudele vigliaccheria del bullismo e del revenge porn.

Fabri Fibra, Mentre Los Angeles brucia

VOTO: 5 stelle su 5

Leggi i commenti