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Oasis, stasera la reunion. I delusi dalla caccia al biglietto. Michela Giraud: “Eroi generazionali”

(afp)

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Il debutto stasera a Cardiff. Un ritorno attesissimo da milioni di fan, tra cui molti italiani rimasti senza ticket. L’attrice: “Per quelli della mia età rappresentano tutto. Una identificazione totale degli anni 90/2000”
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ROMA – Un’epifania attesa per anni, quasi per decenni. Speranze aggrappate a mezze frasi, smentite e illazioni continue. Un feuilleton infinito, concluso con un annuncio atteso dal 2009: gli Oasis tornano insieme. Stasera il debutto a Cardiff, anticipato da una caccia al biglietto quasi leggendaria partita la scorsa estate. Ci hanno provato in tantissimi, anche volti noti del mondo dello spettacolo italiani: da Cesare Cremonini a Luca Argentero, da Zerocalcare a Alessandro Cattelan. Alla coda virtuale ha partecipato anche Michela Giraud, attualmente su Tv8 nel programma In&Out e dal 10 settembre in scena all’Auditorium con il suo nuovo spettacolo Mi hanno gettata in mezzo ai lupi e non ne sono uscita capobranco.

Anche lei ha dato la caccia ai tagliandi online, «ma è finita malissimo. Ero in Puglia pronta dalle 8 del mattino. Ho costretto le persone in vacanza con me a fare un account inglese su Tickemaster e a porta…

ROMA – Un’epifania attesa per anni, quasi per decenni. Speranze aggrappate a mezze frasi, smentite e illazioni continue. Un feuilleton infinito, concluso con un annuncio atteso dal 2009: gli Oasis tornano insieme. Stasera il debutto a Cardiff, anticipato da una caccia al biglietto quasi leggendaria partita la scorsa estate. Ci hanno provato in tantissimi, anche volti noti del mondo dello spettacolo italiani: da Cesare Cremonini a Luca Argentero, da Zerocalcare a Alessandro Cattelan. Alla coda virtuale ha partecipato anche Michela Giraud, attualmente su Tv8 nel programma In&Out e dal 10 settembre in scena all’Auditorium con il suo nuovo spettacolo Mi hanno gettata in mezzo ai lupi e non ne sono uscita capobranco.

Anche lei ha dato la caccia ai tagliandi online, «ma è finita malissimo. Ero in Puglia pronta dalle 8 del mattino. Ho costretto le persone in vacanza con me a fare un account inglese su Tickemaster e a portarmi in spiaggia col pc. Niente di fatto». Per l’attrice, gli Oasis incarnano degli eroi generazionali: «Per quelli della mia età rappresentano tutto. Una identificazione totale degli anni 90/2000: i capelli, gli scazzi, le sorelle Appleton, lo stile british, l’essere uniti in un culto che andava oltre le canzoni, tutto rappresentava una aderenza a uno stile di vita che avevamo abbracciato tutti anche senza dircelo. C’era un mio compagno di scuola, che si vestì da cosplayer di Liam Gallagher, le ragazze gli morivano dietro».

A parziale consolazione, Giraud può almeno vantare diverse partecipazioni ai loro concerti: «Li ho visti tre volte. La prima al concerto del Primo maggio, arrivarono sul palco e poco prima dovetti scappare a casa, avevo 14 anni. Avevo promesso ai miei che non sarei andata e invece raggiunta la prima fila dovetti scappare a casa perché mi avevano scoperta. Manco dalla tv me li fecero vedere. La seconda volta a Milano, dormii in stazione. L’amico che era identico a Liam Gallagher aveva detto che avevamo un posto dove dormire ma non era vero. La terza volta a Roma al Palaeur. Poi, purtroppo il vuoto».

L’avventura nella giungla dei biglietti l’hanno tentata, tra gli altri, anche Zerocalcare e Luca Argentero. «Sono un millennial medio e sto in fissa con gli Oasis — ha confessato Zerocalcare su TikTok raccontando i suoi tentativi di andare a dama — stavo agitatissimo, dalle sei di mattina mi sono aperto due account per avere più possibilità». Come accaduto a molti altri, il tentativo si è spento con la scritta “Something went wrong” sullo schermo del pc. Luca Argentero, che ha sperato di riuscire nell’impresa quando davanti a lui c’erano “solo” 19 mila persone ha finito per capitolare: «Una mattinata di attesa e poi niente check-out. Sito impallato. Ciao Oasis, è stato bello lo stesso», ha raccontato sui social.

Tra tante reunion che si sono susseguite negli ultimi anni, questa degli Oasis ha un sapore particolare: «È significativa perché rappresenta una certezza romantica in un momento in cui ci sono solo ipotesi», spiega Giraud. Forse serviva una botta di rock in questi tempi un po’ addormentati? «Vabbè, ma loro non sono rock, non sono pop, loro sono gli Oasis. È n’altro campionato».

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