LONDRA – Non è una Photograph, come uno dei suoi capolavori musicali. Questi sono i dipinti di Ed Sheeran, novello artista in parcheggi abbandonati. Folgorato dal misterioso Banksy? No. Perché la serie di quadri del cantante inglese si chiama “Cosmic Carpark Paintings” e ora vanno in mostra alla galleria Heni di Londra, a pochi passi da Carnaby Street, fino al primo agosto ad ingresso libero. E a convincere Sheeran sarebbe stato nientemeno che Damien Hirst, uno dei massimi artisti contemporanei.
«Ho iniziato a dipingere alla fine del mio Divide Tour nel 2019 e da allora è il mio sfogo creativo», racconta Sheeran. «Quando ero piccolo, entrambi i miei genitori lavoravano nel settore dell’arte e dunque l’ho sempre amata. L’anno scorso sono stato in tour, e ho usato molto del mio tempo libero nel Regno Unito per dipingere. Ogni mattina correvo a un parcheggio dismesso a Soho, e dipingevo».
Ma cosa c’entra Hirst, oltre al…
LONDRA – Non è una Photograph, come uno dei suoi capolavori musicali. Questi sono i dipinti di Ed Sheeran, novello artista in parcheggi abbandonati. Folgorato dal misterioso Banksy? No. Perché la serie di quadri del cantante inglese si chiama “Cosmic Carpark Paintings” e ora vanno in mostra alla galleria Heni di Londra, a pochi passi da Carnaby Street, fino al primo agosto ad ingresso libero. E a convincere Sheeran sarebbe stato nientemeno che Damien Hirst, uno dei massimi artisti contemporanei.
«Ho iniziato a dipingere alla fine del mio Divide Tour nel 2019 e da allora è il mio sfogo creativo», racconta Sheeran. «Quando ero piccolo, entrambi i miei genitori lavoravano nel settore dell’arte e dunque l’ho sempre amata. L’anno scorso sono stato in tour, e ho usato molto del mio tempo libero nel Regno Unito per dipingere. Ogni mattina correvo a un parcheggio dismesso a Soho, e dipingevo».
Ma cosa c’entra Hirst, oltre al fatto che è rappresentato proprio dalla galleria/agenzia Heni? «Ho parlato delle mie opere al mio caro amico Damien», spiega Sheeran, «e mi ha incoraggiato a organizzare una mia mostra. Poi ho deciso di usarla per raccogliere fondi per la mia Ed Sheeran Foundation, che sostiene l’istruzione musicale nel Regno Unito e aiuta a finanziare progetti musicali affinché tutti i bambini possano avere accesso alla musica». A quanto pare, Hirst avrebbe convinto Sheeran «anche per mostrare come l’arte possa sostenersi a sua volta», soprattutto a favore delle nuove generazioni.
Gli irriducibili fan di Sheeran si appostano sin dalla mattina fuori dalla galleria Heni, per cercare di salutare il loro idolo e ammirare la sua arte in anteprima. Ma di che dipinti si tratta? Action painting, opere di espressionismo astratto, “splash”, estremamente colorate. Il primo pensiero va al grande artista americano Jackson Pollock e ai suoi schizzi cromatici. Ovvio non siamo a tali sublimi livelli, questi quadri sono piuttosto plastici. Ma si tratta di opere a fin di bene. Ogni dipinto di Sheeran, che a casa ha una collezione privata che include anche Harland Miller, verrà venduto ad almeno 900 sterline (circa 1000 euro), mentre le stampe a circa 400 euro. Esposte anche camicie e cappellini a tema, da 15 a 175 sterline l’una.
Un impegno lodevole. Che però non è piaciuto al critico d’arte del Guardian, Jonathan Jones: «Guardate le foto promozionali: Sheeran in tuta bianca mentre dipinge, neanche si trattasse di materiale radioattivo. Sheeran ha ragione ad amare Pollock. Ma è presuntuoso pensare di poter riprodurre il suo genio nel tempo libero. Qui è dove gli artisti famosi sbagliano: pensano che l’arte sia divertente. Invece, è sofferenza e follia. Una spruzzata di Sheeran può imitare una spruzzata di Pollock, ma manca il sentimento, la verità. Le opere astratte come quelle di Sheeran danno una cattiva reputazione a tutta l’arte astratta perché si basano sull’idea stupida che sia un gioco da ragazzi. L’arte di Sheeran è una truffa elegante».