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“A Dark Flaring”: il Sudafrica classico che non ti aspetti nel nuovo album del Signum Quartett

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Sei compositori sudafricani tra tradizione europea e radici etniche: un viaggio sonoro sorprendente e intenso, prodotto dalla visionaria etichetta ECM
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Solo un’etichetta discografica audace come Ecm poteva produrre A Dark Flaring, un cd che sposta i riflettori dalla musica d’arte del canone europeo-americano verso il mondo compositivo negletto del Sud Africa. Ci sono sei autori dell’ultimo secolo che figurerebbero con onore in un manuale di storia globale della musica ‘classica’. Tutti - suonati con impeto persuasivo dal Signum Quartett, tedesco - camminano su un doppio binario: da un lato si riconnettono alla cultura e alle sonorità dei gruppi etnici zulu e xhosa, dall’altro fanno inevitabilmente i conti con la tradizione d’Europa, tanto più quando, come nei pezzi qui proposti, lavorano con l’organico del quartetto d’archi, il più europeo che esista.

Difatti fa un Quartetto in piena regola la compositrice Priaulx Rainier mentre studia alla Royal Academy di Londra nel 1939. Sempre a Londra, in piena guerra, Arnold van Wyk scrive Five Elegies che riverberano l’ansietà del tempo: al ritorno in patria, il nazionalismo afrikaner si ser…

Solo un’etichetta discografica audace come Ecm poteva produrre A Dark Flaring, un cd che sposta i riflettori dalla musica d’arte del canone europeo-americano verso il mondo compositivo negletto del Sud Africa. Ci sono sei autori dell’ultimo secolo che figurerebbero con onore in un manuale di storia globale della musica ‘classica’. Tutti - suonati con impeto persuasivo dal Signum Quartett, tedesco - camminano su un doppio binario: da un lato si riconnettono alla cultura e alle sonorità dei gruppi etnici zulu e xhosa, dall’altro fanno inevitabilmente i conti con la tradizione d’Europa, tanto più quando, come nei pezzi qui proposti, lavorano con l’organico del quartetto d’archi, il più europeo che esista.

Difatti fa un Quartetto in piena regola la compositrice Priaulx Rainier mentre studia alla Royal Academy di Londra nel 1939. Sempre a Londra, in piena guerra, Arnold van Wyk scrive Five Elegies che riverberano l’ansietà del tempo: al ritorno in patria, il nazionalismo afrikaner si servirà di lui a scopi propagandistici, chiudendo gli occhi sulla sua omosessualità.

A inizio Duemila si confrontano con l’eredità degli antenati locali Mokale Koapeng, Péter Louis van Dijk e l’oggi cinquantenne Robert Fokkens. Ma il più potente è Matthijs van Dijk con (rage) rage against the (2018), pagina furiosa che nel violoncello riversa l’irruenza ribelle di Jimi Hendrix e dei Led Zeppelin.

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A Dark Flaring

Signum Quartett

Voto: tre stelle e mezzo su cinque

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