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Madonna torna con “Ray of light”, quando il pop era un salto nel futuro

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Con Veronica Electronica la signora Ciccone riaccende i suoni del 1998: remix, un inedito e la prova definitiva che l’avanguardia può anche far ballare
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Se il campo da gioco è quello del “come si sta al mondo nello show business”, chiedere a Madonna e si fa prima. Ma c’è stato un momento, alla fine degli anni Novanta, in cui la regina del pop ha dettato la linea anche su un altro campo da gioco: quello del “come si fa il pop più interessante possibile”. Era il 1998 e il suo Ray of light - citato come modello da decine di popstar contemporanee, da Dua Lipa in giù - riuscì in un miracolo accaduto poche altre volte: mettere insieme canzoni orecchiabili (e ci potrebbe scappare il superlativo) con arrangiamenti che non avevano nulla da invidiare (merito anche di William Orbit) ai quei gruppi che in quegli anni aggiornavano il lessico dell’avanguardia.

Ray of light ritorna oggi sotto forma di Veronica electronica, album che, oltre a un inedito, contiene le versioni remixate delle canzoni di quel disco. E l’effetto è duplice: se da un lato poco si aggiunge alla contemporaneità…

Se il campo da gioco è quello del “come si sta al mondo nello show business”, chiedere a Madonna e si fa prima. Ma c’è stato un momento, alla fine degli anni Novanta, in cui la regina del pop ha dettato la linea anche su un altro campo da gioco: quello del “come si fa il pop più interessante possibile”. Era il 1998 e il suo Ray of light - citato come modello da decine di popstar contemporanee, da Dua Lipa in giù - riuscì in un miracolo accaduto poche altre volte: mettere insieme canzoni orecchiabili (e ci potrebbe scappare il superlativo) con arrangiamenti che non avevano nulla da invidiare (merito anche di William Orbit) ai quei gruppi che in quegli anni aggiornavano il lessico dell’avanguardia.

Ray of light ritorna oggi sotto forma di Veronica electronica, album che, oltre a un inedito, contiene le versioni remixate delle canzoni di quel disco. E l’effetto è duplice: se da un lato poco si aggiunge alla contemporaneità dell’originale, dall’altro non si scampa alla consapevolezza di quanto quelle canzoni (Frozen, Drowned world / Substitute for love, Nothing really matters tra le altre) fossero un coraggioso e non scontato salto nel futuro. E soprattutto un salto da (quasi) tutti 10.

Madonna fa ancora ballare e soprattutto fa ancora pensare: al fatto che il pop realizzato con il massimo della cura e della sperimentazione è il migliore dei pop possibili.

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Veronica electronica

di Madonna

Voto: tre stelle su cinque

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