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Nella sinfonia, i canti antichi dei pellerossa

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La recensione / L’ultimo capitolo dell’integrale sinfonica di Dvo?ák portata avanti, in un decennio, dalla Deutsche Radio Philharmonie
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Uno dei tanti meriti di questa registrazione sta nel proporre un pezzo usurato dalla sua celebrità senza che suoni fastidioso o banale. Perché all’ennesimo ascolto, della Sinfonia Dal nuovo mondo di Antonín Dvo?ák si rischia di non poterne davvero più. Invece il finlandese Pietari Inkinen con la Deutsche Radio Philharmonie le restituisce freschezza. Il cd, etichetta Swr Music, esce tra una settimana esatta.

È l’ultimo capitolo dell’integrale sinfonica del ceco Dvo?ák portata avanti, in un decennio, dall’orchestra che ha sede nella città di Saarbrücken: le prime sinfonie dirette da Karel Mark Chichon, le ultime, comprese questa nona, da Inkinen, bacchetta principale della Philharmonie fino a pochi mesi fa. Dalla partitura — composta nel 1893 negli States, con diverse citazioni di canti degli afroamericani e dei pellerossa — Inkinen e i suoi musicisti fanno emergere sonorità piene, polpose, cariche di colori. Proprio nella policromia, sgargiante ma non sfrenata, risiede l’anima di ques…

Uno dei tanti meriti di questa registrazione sta nel proporre un pezzo usurato dalla sua celebrità senza che suoni fastidioso o banale. Perché all’ennesimo ascolto, della Sinfonia Dal nuovo mondo di Antonín Dvo?ák si rischia di non poterne davvero più. Invece il finlandese Pietari Inkinen con la Deutsche Radio Philharmonie le restituisce freschezza. Il cd, etichetta Swr Music, esce tra una settimana esatta.

È l’ultimo capitolo dell’integrale sinfonica del ceco Dvo?ák portata avanti, in un decennio, dall’orchestra che ha sede nella città di Saarbrücken: le prime sinfonie dirette da Karel Mark Chichon, le ultime, comprese questa nona, da Inkinen, bacchetta principale della Philharmonie fino a pochi mesi fa. Dalla partitura — composta nel 1893 negli States, con diverse citazioni di canti degli afroamericani e dei pellerossa — Inkinen e i suoi musicisti fanno emergere sonorità piene, polpose, cariche di colori. Proprio nella policromia, sgargiante ma non sfrenata, risiede l’anima di questa lettura. Una varietà di tinte che non è semplice decorazione. È la struttura della sinfonia, e dà respiro e aria alle frasi.

Un altro merito della registrazione si coglie ascoltando il secondo movimento, quello con la melodia del corno inglese utilizzato spesso nelle pubblicità. Ecco, Inkinen riesce a non farla stucchevole. Nel disco c’è anche la Serenata per fiati op. 44, scrittura elegante qui resa straelegante.

Il disco
Sinfonia n. 9 / Serenata per fiati
Dvo?ák
Voto: 4,5/5

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