E ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del tuo falso incidente
Un giorno credi, Edoardo Bennato e Patrizio Trampetti (1973)
Ehi, ehi, qui un po’ si celia e un po’ si fa sul serio, ma si vorrebbe evitare una guerra civile su Fedez (ché, poi, Giorgia Meloni ci accusa di “fomentare l’odio”). Per molti il nostro Gioco, Quelli che Ci Piacciono di Più, non sembra affatto un gioco. Sembra, piuttosto, una lotta all’ultimo sangue o un Giudizio di Dio: insomma, la passione per un cantante può suscitare aggressività e voglia di rappresaglia. Scrive una bennatiana: “Senza Bennato non è una classifica, ma una falsità abominevole. Non può essere mescolato a quei miagolanti e abbaianti figuri da voi messi in fila”. Interessante come documentazione di una certa “psicologia della folla”, dal momento che i messaggi di tal fatta sono tanti.
Tuttavia, è indubbio che Edoardo Bennato meriti un riconoscimento-risarcimento…
E ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del tuo falso incidente
Un giorno credi, Edoardo Bennato e Patrizio Trampetti (1973)
Ehi, ehi, qui un po’ si celia e un po’ si fa sul serio, ma si vorrebbe evitare una guerra civile su Fedez (ché, poi, Giorgia Meloni ci accusa di “fomentare l’odio”). Per molti il nostro Gioco, Quelli che Ci Piacciono di Più, non sembra affatto un gioco. Sembra, piuttosto, una lotta all’ultimo sangue o un Giudizio di Dio: insomma, la passione per un cantante può suscitare aggressività e voglia di rappresaglia. Scrive una bennatiana: “Senza Bennato non è una classifica, ma una falsità abominevole. Non può essere mescolato a quei miagolanti e abbaianti figuri da voi messi in fila”. Interessante come documentazione di una certa “psicologia della folla”, dal momento che i messaggi di tal fatta sono tanti.
Tuttavia, è indubbio che Edoardo Bennato meriti un riconoscimento-risarcimento. A noi piace molto la coppia di canzoni (entrambe del 1973) Non farti cadere le braccia e Un giorno credi. In quest’ultima, in particolare, si allude a uno dei più fascinosi piccoli misteri della musica leggera italiana: quel falso incidente di cui un Bennato invecchiato e “cadente” racconterebbe in giro. Pensiamo che un “falso incidente” compaia nella biografia di tanti di noi, come un rimorso o un trasalimento. Detto questo, della lunga produzione di Bennato, ci sembra notevole solo la prima parte, con qualche eccezione come Viva la mamma della fine degli anni ‘80. Ecco spiegato uno dei requisiti da noi adottati nello stilare la nostra classifica così messa in discussione: la durata nel tempo. Si considerino quelli indicati come primo e secondo, (De Andrè e De Gregori) autori di grandi canzoni sia nel corso della giovinezza sia durante l’età anziana. Che ne dite? E qual è il vostro falso incidente? E quello che intuite in una canzone o in un cantante?
Scrivere a: canzoniereitaliano@gmail.com
***
Un giorno credi
Il brano, in Mi maggiore, si struttura su un unico giro armonico di 8 accordi, evocando le forme antiche della passacaglia o ciaccona. L’arrangiamento orchestrale cresce progressivamente: ogni strofa aggiunge elementi fino al culmine del finale, ricco di contrappunti, soprattutto negli ottoni. L’introduzione e gli intermezzi strumentali conferiscono un tono sinfonico, mentre la voce segue una linea melodica semplice, contraddetta dall’elaborazione orchestrale. Nell’ultima strofa, ripetuta due volte, la voce canta all’ottava sopra, accentuando il climax emotivo.