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Genesis tra follia e perfezione: insieme per festeggiare i 50 anni di “The lamb”

I Genesis nella formazione originaria in un ritratto del 1972. Da sinistra: Phil Collins, Mike Rutherford, Tony Banks, Peter Gabriel e Steve Hackett 

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Abbiamo incontrato Gabriel, Banks, Rutherford e Hackett in occasione della riedizione, rimasterizzato, dell'album capolavoro con il concerto completo del ‘75. “Fu un viaggio nell’anima, ma anche una metafora della vita”
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LONDRA – Peter Gabriel, dopo oltre cinquant’anni, ci può dire di che cosa parla The lamb lies down on Broadway? «Che c… ne so!», risponde il cantante, musicista e attivista inglese, scatenando risate. Incontriamo l’ex frontman dei Genesis negli studi Dolby di Londra, insieme agli altri compari della band: Tony Banks, Mike Rutherford e Steve Hackett. Phil Collins no, ufficialmente per la convalescenza in Svizzera dopo un intervento al ginocchio. Ma l’occasione è epocale: il 26 settembre torna proprio quell’album capolavoro, con il concerto completo del 24 gennaio 1975 a Los Angeles, un libro di 60 pagine, inediti come foto, una intervista esclusiva alla band e demo, in una rimasterizzazione e mix Dolby Atmos di Bob Mackenzie, “che neanche era nato nel 1974, ma che ha lavorato straordinariamente con me e Banks”, continua fiero Gabriel, in blusa nera e pizzetto bianco.

La band a Londra alla presentazione della riediz…

LONDRA – Peter Gabriel, dopo oltre cinquant’anni, ci può dire di che cosa parla The lamb lies down on Broadway? «Che c… ne so!», risponde il cantante, musicista e attivista inglese, scatenando risate. Incontriamo l’ex frontman dei Genesis negli studi Dolby di Londra, insieme agli altri compari della band: Tony Banks, Mike Rutherford e Steve Hackett. Phil Collins no, ufficialmente per la convalescenza in Svizzera dopo un intervento al ginocchio. Ma l’occasione è epocale: il 26 settembre torna proprio quell’album capolavoro, con il concerto completo del 24 gennaio 1975 a Los Angeles, un libro di 60 pagine, inediti come foto, una intervista esclusiva alla band e demo, in una rimasterizzazione e mix Dolby Atmos di Bob Mackenzie, “che neanche era nato nel 1974, ma che ha lavorato straordinariamente con me e Banks”, continua fiero Gabriel, in blusa nera e pizzetto bianco.

La band a Londra alla presentazione della riedizione dell'album capolavoro "The lamb lies down on Broadway": disponibile - rimasterizzato - dal 26 settembre con il concerto completo del 24 gennaio 1975 a Los Angeles, un libro di 60 pagine con inediti, una intervista esclusiva alla band e demo 

Ascoltiamo l’opera in anteprima, nella sua epica e rigenerata potenza. Uno spaziale concept album con protagonista non “un agnello” ma il mezzo portoricano Rael, tra sogni, incubi e allucinazioni a New York. Un “romanzo di formazione” di 94 minuti che segnò per sempre i Genesis, tra genio e improvvisazione. Perché Gabriel, dopo averne scritto i testi, abbandonerà la band, dopo troppe divergenze, il rancore per non esser stato sostenuto per la complicata nascita del primo figlio e le sue distrazioni nella composizione, vedi la tentazione di lavorare con il regista de L’esorcista, William Friedkin.

Peter Gabriel oggi ha 75 anni 

Ma dopo l’ilare parolaccia, Gabriel torna serio: «The lamb fu un viaggio nell’anima, ma anche una metafora della vita, tra esperienze che ci segnano, istruiscono, magari ci rendono più saggi e ci fanno conoscere noi stessi, come capitato a me attraverso Rael». Più in generale, continua Gabriel, «volevamo creare qualcosa di ambizioso, più grande del solito. Capimmo subito che era la nostra opportunità. Allora ero influenzato dal musical West Side Story e da Alejandro Jodorowsky. Ma tutti avevamo idee diverse e fu un periodo molto difficile».

«Ma il risultato finale è meraviglioso», nota il chitarrista Hackett. «Con quell’opera ci spingemmo il più lontano possibile, secondo qualcuno troppo», aggiunge lo storico tastierista Banks, «ma secondo me in Fly on a windshield (seconda traccia dell’opera, ndr) raggiungemmo il picco dei primi Genesis». Nonostante l’invasione di ratti e gli escrementi lasciati dai Pretty Things nella magione di campagna Headley Grange, dove i Genesis si rintanarono per mesi per comporre The lamb lies down on Broadway: «Jimmy Page diceva che era infestata dai fantasmi», ricorda Hackett.

Ma niente poteva fermare la missione dei Genesis. «Eravamo perfezionisti incredibili, ossessionati da ogni minuscolo dettaglio - continua Hackett - Eppure, se allora quelle imprecisioni ci irritavano enormemente, oggi rendono The lamb ancora più affascinante. Con la tecnologia odierna puoi correggere tutto. All’epoca invece no, e mi mancano quei tempi in cui non potevi sbagliare, sotto una pressione enorme. Alla fine, la vera bellezza risiede proprio nell’imperfezione».

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