Damiano David in concerto a Milano: “Ora la mia vita è quasi perfetta”. E duetta con Cremonini
di Marco CastrovinciConcerto di Damiano David sul palco dell'Unipol Forum di Assago (foto: Bremec/Fotogramma/IPA)
Milano – A guardarsi un po’ attorno viene anche piuttosto facile azzardare una piccola proporzione e dividere il pubblico del Forum di Assago, quello che è venuto per il primo dei tre live in Italia del tour mondiale di Damiano David, in tre categorie. Anzi quattro: le giovani donne pronte a prendersi il meglio da una serata così; le donne «tirate per benino», come dice malignamente qualcuno; tutte le altre accompagnate da fidanzati e mariti. Uomini soli, pochini. Ma tant’è.
Alla scritta blu notte “Damiano David” tocca il compito di riempire una scenografia minimale e sottilmente retrò che si accende insieme a una batteria che scalpita sopra la ritmica di Born with a broken heart. Damiano entra, vestito elegante con camicia bianca e giacca intarsiata, e si gioca subito la carta d’oro del singolo più famoso.
Con Mysterious girl la sensazione è che sia molto concentrato e trattenuto sulle prime, pronto a sciogliersi alla p…
Milano – A guardarsi un po’ attorno viene anche piuttosto facile azzardare una piccola proporzione e dividere il pubblico del Forum di Assago, quello che è venuto per il primo dei tre live in Italia del tour mondiale di Damiano David, in tre categorie. Anzi quattro: le giovani donne pronte a prendersi il meglio da una serata così; le donne «tirate per benino», come dice malignamente qualcuno; tutte le altre accompagnate da fidanzati e mariti. Uomini soli, pochini. Ma tant’è.
Alla scritta blu notte “Damiano David” tocca il compito di riempire una scenografia minimale e sottilmente retrò che si accende insieme a una batteria che scalpita sopra la ritmica di Born with a broken heart. Damiano entra, vestito elegante con camicia bianca e giacca intarsiata, e si gioca subito la carta d’oro del singolo più famoso.
Con Mysterious girl la sensazione è che sia molto concentrato e trattenuto sulle prime, pronto a sciogliersi alla prima occasione utile, che arriva con Voices. «L’Italia è sempre il posto che un filino mi fa ancora cag... sotto», confessa ora che è a Milano ed è atteso a Roma con altre due date al Palazzo dello Sport l’11 e il 12 ottobre. «Ci tengo a fare bella figura».
Dopo Cinnamon è la volta di Locked out of heaven di Bruno Mars. «Come tutti sapete mi piace fare le cover, la mia carriera è iniziata per strada facendole», mentre, tolta la giacca, si libera anche della camicia. Cosa che l’intero Forum mostra di apprezzare non poco, mentre gli schermi indugiano sui suoi tatuaggi, giusto per introdurre Talk to me, la canzone fatta insieme a Tyla e Nile Rodgers e poi Nothing breaks like a heart di Mark Ronson. «Negli ultimi dieci anni della mia vita è stato tutto gigantesco ed emozionante», dice ora. «Poi sono cresciuto e qualcosa si è rotto, ma non aveva a che fare con gli altri componenti della band, i Måneskin, lo dico per i giornalisti. Era una cosa solo mia. E quindi ho scritto questo disco, Funny little fears, che mi ha fatto capire che ero triste perché la mia vita era perfetta ma non come desideravo. Non avevo nessuna idea di cosa volessi dalla vita, e ancora non ce l’ho. Sto provando a fare delle cose, ma ora la mia vita è molto vicina alla mia idea di perfezione. Questo pezzo si chiama Perfect life e spero vi piaccia», dice in quello che pare essere lo spartiacque dello show, che continua con Sick of myself, The bruise, Tangerine.
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Poi il colpo di scena: sul palco sale Cesare Cremonini per cantare con lui La nuova stella di Broadway, accompagnati dal coro dell’intero Forum. «Questo ragazzo lo amo perché dentro il suo cuore c’è un’anima profonda», dice il cantautore bolognese, ed è forse il punto più alto del live. Che continua con un’altra manciata di pezzi, da Tango, in cui risponde alle critiche degli hater sui social, a Angel. Fino alla chiusura di Naked e Solitude in quella che è stata la festa pop di Damiano e della sua gente.