✕

Eric Lu, il vincitore che non scuote: uno Chopin senza ombre né bagliori

Ascolta l'audio

Fresco trionfatore al concorso di Varsavia, il giovane pianista americano di origini sino-taiwanesi debutta in Italia con uno stile levigato ma monocorde: tutto mezzo piano, mai un sussurro né un grido
1 minuti di lettura

Eric Lu debutta in Italia. Fresco di vittoria allo “Chopin” di Varsavia, uno dei più importanti concorsi pianistici del mondo che in passato ha laureato Pollini, Argerich, Zimerman. Vincitore controverso: ha fatto storcere la bocca a parecchi che l’hanno ascoltato dal vivo o in rete durante la competizione. Inoltre, si dice, non è un nome nuovo, già prima aveva una carriera non male.

Fatto sta che il pianista americano, sino-taiwanese d’origine, fanciullo allampanato che certo non pare un ventottenne, ora è in tour globale per i concerti-premio. Il primo, da noi, è stato a Firenze per gli Amici della musica. oggi arriva a Padova, domani a Trento, l’8 a Roma per la Iuc. Ovviamente porta ovunque Chopin. E lo suona come se ogni pezzo fosse un Notturno (in effetti quello op. 27 n. 1 apre il recital). Tutto è velato, talvolta opaco, perché la sua tavolozza di colori non va che dal mezzo piano al mezzo forte. Mai pianissimi. Mai fortissimi, neppure quando - nella Barcarola - sembra arrivarc…

Eric Lu debutta in Italia. Fresco di vittoria allo “Chopin” di Varsavia, uno dei più importanti concorsi pianistici del mondo che in passato ha laureato Pollini, Argerich, Zimerman. Vincitore controverso: ha fatto storcere la bocca a parecchi che l’hanno ascoltato dal vivo o in rete durante la competizione. Inoltre, si dice, non è un nome nuovo, già prima aveva una carriera non male.

Fatto sta che il pianista americano, sino-taiwanese d’origine, fanciullo allampanato che certo non pare un ventottenne, ora è in tour globale per i concerti-premio. Il primo, da noi, è stato a Firenze per gli Amici della musica. oggi arriva a Padova, domani a Trento, l’8 a Roma per la Iuc. Ovviamente porta ovunque Chopin. E lo suona come se ogni pezzo fosse un Notturno (in effetti quello op. 27 n. 1 apre il recital). Tutto è velato, talvolta opaco, perché la sua tavolozza di colori non va che dal mezzo piano al mezzo forte. Mai pianissimi. Mai fortissimi, neppure quando - nella Barcarola - sembra arrivarci; eppure, in vista della vetta, smorza la concitazione e ridiscende a bruciapelo a valle. Chopin slavato, perenne introverso: un ‘common man’ del romanticismo, e politicamente corretto. Punto più basso la Polacca-fantasia che gira a vuoto senza respiri, priva di afflato epico. Il più alto la Sonata op. 35, quella con la Marcia funebre, raggelante come la morte stessa.

__________________________________________________________________

Eric Lu

Chopin recital

Voto: due stelle e mezzo

Leggi i commenti