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Peppe Vessicchio e quei Festival di Sanremo da star: “Andare al bar? Per carità che poi mi seguono”

(ansa)

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Gentile, battuta fulminante, nessun senso di superiorità. Non aveva i social e amava i giovani artisti. E non gli piacevano l’isteria e il divismo facile
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Era un uomo ironico, gentile, dalla battuta fulminante: "La cosa carina è che non ho Facebook né Instagram. Non li frequento proprio. Il mio modo di essere social è offrire un caffè quando capita. Ma la cosa che mi colpisce è che sui social fanno il tifo per me i giovani, evidentemente mi vedono come un padre". Nel 2018 Peppe Vessicchio era al Festival di Sanremo (accompagnava Mario Biondi, Elio e le Storie Tese, Ron ) e viveva blindato all’Hotel Globo, collegato al Teatro Ariston con un tunnel. Lontano dalla pazza folla che avrebbe voluto abbracciarlo, fare i selfie, perché il maestro, grazie a tanti programmi di successo (da Buona domenica ad Amici), e alla presenza a Sanremo, era diventato una figura familiare. Un punto di riferimento, uno zio. Ma lui schivava i fan, non per arroganza o per senso di superiorità, perché è sempre stato una persona riservata.

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Era un uomo ironico, gentile, dalla battuta fulminante: "La cosa carina è che non ho Facebook né Instagram. Non li frequento proprio. Il mio modo di essere social è offrire un caffè quando capita. Ma la cosa che mi colpisce è che sui social fanno il tifo per me i giovani, evidentemente mi vedono come un padre". Nel 2018 Peppe Vessicchio era al Festival di Sanremo (accompagnava Mario Biondi, Elio e le Storie Tese, Ron ) e viveva blindato all’Hotel Globo, collegato al Teatro Ariston con un tunnel. Lontano dalla pazza folla che avrebbe voluto abbracciarlo, fare i selfie, perché il maestro, grazie a tanti programmi di successo (da Buona domenica ad Amici), e alla presenza a Sanremo, era diventato una figura familiare. Un punto di riferimento, uno zio. Ma lui schivava i fan, non per arroganza o per senso di superiorità, perché è sempre stato una persona riservata.

Addio a Peppe Vessicchio, l'ovazione per il ritorno sul palco di Sanremo 2022

“Davvero non vuole che andiamo fuori, al bar?”, la proposta. “Per carità, che poi mi seguono”. La folla a Sanremo non sente ragioni, lui preferiva stare tranquillo nel suo albergo. “Lo so che Sanremo è così, ma non mi abituo”, rideva. Sorrideva sempre, per strada allungava il passo e salutava da lontano. Un uomo con una dolcezza antica, che aveva scelto lo spettacolo ma non amava essere al centro dell’attenzione.

Ma più dei cantanti, più degli ospiti, la presenza del maestro era un evento. Nel 2022, al festival condotto da Amadeus, era risultato positivo al Covid, e aveva dovuto saltare le prime tre serate. La voce che fosse guarito era circolata subito: “Davvero c’è?”. In quella dedicata alle cover, Ama lo aveva presentato. Si era messo al pianoforte per accompagnare Le Vibrazioni. Il pubblico all’Ariston era impazzito; applausi, cori, come una rockstar.

“L’impressione? Bella, l’affetto fa sempre piacere, ma un po’ esagerato no?”. Anche nel 2023 l’Ariston lo omaggiò con una standing ovation. Non era previsto che ci fosse, non accompagnava nessun artista in gara, ma tornò in scena per dirigere, insieme al maestro Enrico Melozzi, Gianluca Grignani e Arisa che cantavano Destinazione paradiso. Era un musicista raffinato, che amava i giovani, con le idee chiare: riconosceva il talento, non gli piacevano l’isteria, il divismo facile “e tutto il rumore inutile”.

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