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Tommaso Paradiso: “Ora c’è la luce che arriva da mia figlia. Sanremo? Domenica capiremo”

Il cantautore pubblica venerdì il suo nuovo disco, “Casa Paradiso”. Poi il tour nella prossima primavera
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Quando la vita gira, e magari lo fa finalmente per il verso giusto mostrando il ventre come i gatti pronti a farsi accarezzare, viene facile il desiderio di fermare ogni cosa intorno e osservarla per com'è, per la bellezza che sa restituire. Tommaso Paradiso oggi è un uomo diverso, risoluto, cosciente del proprio talento e del ruolo che un cantautore può ancora avere. E Casa Paradiso, il nuovo disco in uscita venerdì, è la fotografia di tutto questo. Del cambiamento che affronta come sempre da «grande sognatore» quale dice di essere, con l'inclinazione però a «subire molto il presente». Un presente in cui il cantautore è dato tra i possibili partecipanti al prossimi festival di Sanremo: “Domenica capiremo”, commenta.

Motivo per cui se i dischi arrivati dopo la pandemia, periodo in cui – racconta – «ho sofferto tantissimo», riflettevano un certo tipo di umore più ombroso e riflessivo, Casa Paradiso arriva da tutt'altra luce. È, come dice Paradiso, «una reazione a un momento positivo, a partire dalla solidità, dalla consapevolezza, da una bambina nata da poco, da tante cose stupende che mi sono successe». E quindi «è un disco molto più aperto alla gioia di vivere, che cerca di uscire un po' fuori dalla tragicità di questi tempi di guerre e massacri, pur tenendola in profonda considerazione».

Le dieci canzoni di questo nuovo lavoro, nonostante ricamino su stilemi a lui cari – i synth, i suoni ripiegati sugli anni Ottanta, le immagini in sequenza e i ritornelli aperti, quel velo di nostalgia istantanea che non lo abbandona mai – segnano lo scarto nella visione generale che si poggia proprio sul concetto di casa «molto semplice, piena delle persone che amo», il luogo ideale per una persona «sempre alla ricerca della serenità, perché sono un tipo tendenzialmente turbato e quindi cerco ciò che è diverso da me. E per me la musica ha un valore anche conciliatorio».

(ansa)

C'è poi anche il fatto, non secondario probabilmente, che questo disco «nasce veramente dalle traiettorie che ho fatto in questi anni con i monopattini a noleggio per Roma, con cui ho scoperto la bellezza di tornare a casa ammirando le luci della città di notte, soprattutto nella zona intorno a piazzale Flaminio e Villa Borghese. Come canto ad esempio in Citofonare Paradiso, anche se lì sono osservate dal finestrino di un aereo». Nel disco poi ci sono canzoni su cui Paradiso conta molto, come Tornare a casa e Forse, dove cita Carboni – «il mio mito», dice, «il padre del nostro indie, anche se non so chi è più malinconico tra me e lui» – ma anche Lasciamene un po' o Ma come fanno i rapper insieme al cantautore folk Setak, «una celebrazione della nostra amicizia». Il tutto con una scrittura leggera e «forse fin troppo autentica». Non ci sono pezzi sulla figlia che dice, l'ha cambiato in positivo e ha fatto acquistare «un senso alle mie mattine», perché il disco è stato scritto prima che nascesse, ma sicuramente arriverà.

Paradiso sarà poi in tour in primavera, con date a Gorizia il 15 aprile, il 18 e 19 al Palazzo dello Sport di Roma, passando poi per il Forum di Assago (22 aprile) e poi Torino, Bologna, Padova, Firenze e Napoli. Con uno spettacolo da reinventare, ma con la stessa band degli ultimi anni.

Tommaso Paradiso farà anche degli incontri con tre appuntamenti instore: sabato 29 novembre a Roma (Feltrinelli di Largo di Torre Argentina alle 17), domenica 30 novembre a Milano (Feltrinelli di Piazza Piemonte alle 18), e giovedì 4 dicembre a Napoli (Feltrinelli di Piazza Giuseppe Garibaldi alle 18).

Quanto al Festival di Sanremo poi, e al suo essere ogni anno nella lista dei possibili partecipanti, dice che «prima o poi la statistica ci prenderà e finirò per andarci. Chissà se quest'anno o l'anno prossimo. Domenica capiremo», quando verranno annunciati i nomi. Di certo, è il Paradiso-pensiero, «se uno ha una grande canzone è giusto provarci». Per il momento si gode «un luogo dell'anima, classico come le case che piacciono a me, familiare e piena d'amore» come “Casa Paradiso” perché, dice, «la casa è il mio pensiero felice, come quello che fa Peter Pan per poter volare».

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