✕

Gigi D’Alessio: "In Nuje canto le storie di tutti, è la mia rivincita contro i pregiudizi”

Esce il nuovo disco del cantautore napoletano, 13 canzoni d’amore e un omaggio a Filumena Marturano
2 minuti di lettura

“Nuje significa noi. Io canto le nostre storie, quelle di tutti”. Gigi D’Alessio pubblica il 28 novembre il suo nuovo album Nuje (Sony): 13 nuove canzoni che parlano sostanzialmente dell’amore, affrontato da tante angolazioni differenti. Il 17 e 18 marzo 2026, con una doppia data a Roma, partirà poi il nuovo tour del cantautore napoletano che si chiuderà il 21 giugno, dopo dieci repliche, alla Reggia Di Caserta.

D’Alessio, queste nuove canzoni sembrano un po’ più amare rispetto al passato.

"C’è più sofferenza, sicuramente. Ma io racconto le storie delle persone, di tutti quelli che incontro e mi raccontano qualcosa della loro vita. Molti mi dicono: “Ma come hai fatto a cantare proprio la mia vicenda?”. Ma sono le vicende di tutti. In tempi di social, spesso lo stare bene è un fake, non corrisponde alla realtà”.

Il messaggio è: l’amore ha tante facce e non tutte sono belle.

"La verità è che ho scritto tantissime canzoni è ogni album è la fotografia del tempo in cui l’ho realizzato, è la cronaca di quello che vedo, che sento in quel momento. Per me è tutto contemporaneo. Venti anni fa c’erano altri pregiudizi. Ora mi godo la soddisfazione arrivata dopo tanto tempo”.

In “Diamanti e oro” ci sono ospiti Khaled, che canta anche in spagnolo, e Jovanotti.

"All’inizio era un’idea nata tra me e Khaled, poi durante la lavorazione ho pensato di chiedere una strofa a Lorenzo. Ero molto titubante: gli ho mandato un messaggio dopo un bicchiere di vino. A mezzanotte ho mandato il whatsapp, alle otto e mezza di mattina ho ricevuto la strofa cantata direttamente al cellulare. Quella canzone contiene messaggi importanti: ci ricorda che usiamo la ricchezza per costruire bombe, per uccidere, per fare guerre. Stiamo vivendo una vita di materialismo, e allora diciamo “meglio qualcuno che ti fa sognare che dieci borse o dieci orologi”. Vorremmo cercare di spiegare ai ragazzi i veri valori della vita. Tutta questa violenza che sentiamo intorno ci fa stare male. E per quanto riguarda la collaborazione, la musica è unione, è condivisione. Bisogna posare la calcolatrice. Se una cosa è bella, è bella”.

“Filumè” è una dedica a Filumena Marturano.

"E’ una canzone che ho scritto di getto, la sentivo moltissimo. Nasce da un suggerimento di Vincenzo Mollica: “Gigi, perché non scrivi qualcosa su De Filippo? All’inizio rimasi spiazzato, poi invece ho elaborato l’idea. Però avevo bisogno di un parere preventivo: l’ho mandato a Sofia Loren, che si è commossa. Poi anche agli eredi di Eduardo, a Vincenzo Salemme, a Maurizio de Giovanni. E’ un invito a tutte le donne a non perdersi, magari per motivi materiali. E penso sia un modo per comunicare ai più giovani una parte importante della nostra Storia e della nostra Cultura”.

A marzo un nuovo tour nei palazzetti. Ha già un’idea di quello che accadrà sul palco?

“Il mio palco è una casa aperta, spesso le cose capitano l’ultimo giorno, i colleghi magari mi chiamano all’ultimo momento e diventano ospiti. Tutto improvvisato. La grande difficoltà sarà la scaletta: di solito canto 60 canzoni e ora dovrò inserire i nuovi. Dovrò tagliare ma non so cosa”.

Domanda obbligata: Sanremo?

"Tra i big non ci sarò”.

E come ospite?

"Se mi chiamano vado. Se arriva l’invito che fai, rifiuti?”.

Leggi i commenti