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Morton Feldman e l’estetica del vuoto

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Nel disco King of Intermissions spicca lo stile minimalista di uno dei più importanti compositori contemporanei
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«C’è un aspetto del mio atteggiamento di compositore che è simile al lutto: qualcosa che riguarda, ad esempio, il fatto che Schubert mi ha lasciato». A parole pareva un provocatore post-dada lo statunitense Morton Feldman, sodale di John Cage, di cui nel 2026 cade il centenario della nascita. Libero pensatore la cui musica, comunque, non vuole essere provocazione. Soppesa i silenzi, va lenta, dilatata, chiede all’ascoltatore di prendersi il tempo per centellinarla, di non spazientirsi per le attese. A suo modo minimalista: sulla pagina sta scritto pochissimo e spesso quel poco esige di essere suonato più volte. Come in A very short trumpet piece, puzzle di battute messe insieme nel 1986, l’anno prima della morte. È uno dei lavori presenti nell’album Morton Feldman: King of Intermissions, etichetta 19’40; anche disponibile sulla piattaforma Bandcamp. Protagonisti Enrico Gabrielli (pianoforte, clarinetto basso), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Marcello Corti (tromba), Elio Marchesi…

«C’è un aspetto del mio atteggiamento di compositore che è simile al lutto: qualcosa che riguarda, ad esempio, il fatto che Schubert mi ha lasciato». A parole pareva un provocatore post-dada lo statunitense Morton Feldman, sodale di John Cage, di cui nel 2026 cade il centenario della nascita. Libero pensatore la cui musica, comunque, non vuole essere provocazione. Soppesa i silenzi, va lenta, dilatata, chiede all’ascoltatore di prendersi il tempo per centellinarla, di non spazientirsi per le attese. A suo modo minimalista: sulla pagina sta scritto pochissimo e spesso quel poco esige di essere suonato più volte. Come in A very short trumpet piece, puzzle di battute messe insieme nel 1986, l’anno prima della morte. È uno dei lavori presenti nell’album Morton Feldman: King of Intermissions, etichetta 19’40; anche disponibile sulla piattaforma Bandcamp. Protagonisti Enrico Gabrielli (pianoforte, clarinetto basso), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Marcello Corti (tromba), Elio Marchesini (percussioni). Fra le otto tracce ci sono i sei Intermissions - interruzioni, intervalli per piano. Nell’ultimo le rare note si dispongono sul foglio come isole in mezzo all’oceano. E c’è The King of Denmark, omaggio a re Cristiano X, resistente antinazista. Qui il percussionista se la deve vedere, da co-compositore, con numeri e figure geometriche anziché con pentagrammi.

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Morton Feldman

King of Intermissions

Voto: tre stelle su cinque

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