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Serena Rossi, una voce che emoziona: “Il mio omaggio a Napoli, cantare è come fare l’amore”

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Esce il 30 gennaio il disco “SereNata a Napoli” con i classici della tradizione che l’attrice ha già portato con successo in un tour teatrale, che riprenderà il 3 febbraio. E in tv sarà l’inventrice delle figurine Panini
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ROMA – L’amore per la sua città nello spettacolo SereNata a Napoli — il tour riprende il 3 febbraio da Mantova e si chiuderà a maggio al Sistina — un disco con quattordici canzoni bellissime, che esce oggi: «A teatro racconto Napoli, la sua storia, le sue ferite, la presenza nel cuore di chi ha dovuto lasciarla. Il disco SereNata a Napoli è una conseguenza naturale». Serena Rossi spiega di averci pensato insieme al maestro Valeriano Chiaravalle. «Voci femminili che hanno interpretato questi brani, a parte l’immensa Lina Sastri, non ce ne erano tantissime, ci siamo detti: “Forse c’è spazio per noi”. Ci siamo chiusi per due giorni in studio per inciderli alla vecchia maniera, i musicisti suonavano insieme e io cantavo. Oggi non si fa quasi più. È un po’ come fare l’amore, il tempo lo dettavano i nostri respiri».

La copertina del disco 

Era de maggio, Dicitencello vuje, Io mammeta e tu, Tammurr…

ROMA – L’amore per la sua città nello spettacolo SereNata a Napoli — il tour riprende il 3 febbraio da Mantova e si chiuderà a maggio al Sistina — un disco con quattordici canzoni bellissime, che esce oggi: «A teatro racconto Napoli, la sua storia, le sue ferite, la presenza nel cuore di chi ha dovuto lasciarla. Il disco SereNata a Napoli è una conseguenza naturale». Serena Rossi spiega di averci pensato insieme al maestro Valeriano Chiaravalle. «Voci femminili che hanno interpretato questi brani, a parte l’immensa Lina Sastri, non ce ne erano tantissime, ci siamo detti: “Forse c’è spazio per noi”. Ci siamo chiusi per due giorni in studio per inciderli alla vecchia maniera, i musicisti suonavano insieme e io cantavo. Oggi non si fa quasi più. È un po’ come fare l’amore, il tempo lo dettavano i nostri respiri».

La copertina del disco 

Era de maggio, Dicitencello vuje, Io mammeta e tu, Tammurriata nera, Passione, che fa venire i brividi. «Difficile scegliere la mia preferita» spiega l’artista, «ognuna esprime i sentimenti che ci legano. Forse Presentimento, su quest’uomo che sente che sta per finire la sua storia, e prova un grande struggimento. La cosa emozionante è che a teatro alla fine si canta tutti insieme. A Firenze sentivo un coro sotto il balcone; all’Arcimboldi, a Milano, sono venuti con le sciarpe del Napoli e le bandiere, avevamo appena vinto lo scudetto. A Torino accoglienza incredibile, mi hanno fatto chiagnere. Ho pensato: perché non dare alle canzoni nuova linfa?».

Serena Rossi canta i classici napoletani alla festa della pasta. “Tricolore con pomodoro e basilico”

Carriera tra tv, cinema e teatro, quando ha iniziato con i musical, da ragazzina, il festival di Sanremo era nei piani: «Venticinque anni fa l’idea di andare in gara mi aveva sfiorato. Poi la vita ha preso un’altra direzione, sono un’“attrice che canta”, ma fare la cantante è un altro mestiere. Oggi sarebbe bello andare al Festival come co-conduttrice. Ogni anno sono nel toto-nomi, ma non me l’hanno proposto».

A 40 anni, l’empatia come chiave per comunicare con il mondo, l’adrenalina per tenere insieme tutto, il figlio Diego «mio centro e mio cuore», Rossi sta ultimando le riprese della serie Rai La famiglia Panini di Letizia Lamartire. «Noi siamo legati alle figurine “Ce l’ho, ce l’ho — mi manca”, pochi sanno la storia che c’è dietro. Interpreto Olga Cuoghi Panini, la capostipite, vedova a 40 anni con otto figli, in piena Seconda guerra mondiale. Con un’intuizione geniale, compra un’edicola a Modena e inventa le bustine sorpresa. Ha il coraggio di sognare in tempi in cui sembrava impossibile. Mi commuove tanto». Per parlare modenese ho lavorato con una coach, ascoltando Pavarotti e Massimo Bottura. Ha due progetti “top secret” per il cinema e la tv, intanto uscirà su Netflix Non abbiamo bisogno di parole, remake della commedia francese La famiglia Bélier: «Ho il ruolo dell’insegnante di canto di Sarah Toscano. Non mi fermo e ho un sogno: portare SereNata a Napoli all’estero».

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