Shostakovich, le sinfonie 5 e 9 tra Stalin e censura
di Gregorio MoppiDmitrij Shostakovich
Grandiosa questa registrazione di due sinfonie di Dmitrij Shostakovich, quinta e nona, con la Filarmonica di Leningrado, l’orchestra che le ha battezzate. Ripresa live dalla Bbc durante una tournée a Londra nel 1971, ora pubblicata da Ica Classics.
La sorpresa viene pure dal podio, dove sta un direttore gigantesco, sebbene poco noto: Arvīds Jansons. Lettone. Maestro associato a Leningrado da metà anni ’50. E padre di un’altra grande bacchetta, Mariss, assai più celebre di lui, però medesimo talento. Jansons padre, che lavorò parecchio nel Regno Unito, morì sul palcoscenico nel 1984 a Manchester: attacco di cuore a settant’anni. I due Shostakovich, qui, sono condotti con estrema lucidità, affilati e stridenti. Tragici, pure quando il compositore, nella Nona, si mostra beffardo e fa le boccacce come un ridicolo pagliaccio sbilenco. D’altronde c’è poco da ridere: con la Quinta cerca di evitare il gulag, o peggio, cospargen…
Grandiosa questa registrazione di due sinfonie di Dmitrij Shostakovich, quinta e nona, con la Filarmonica di Leningrado, l’orchestra che le ha battezzate. Ripresa live dalla Bbc durante una tournée a Londra nel 1971, ora pubblicata da Ica Classics.
La sorpresa viene pure dal podio, dove sta un direttore gigantesco, sebbene poco noto: Arvīds Jansons. Lettone. Maestro associato a Leningrado da metà anni ’50. E padre di un’altra grande bacchetta, Mariss, assai più celebre di lui, però medesimo talento. Jansons padre, che lavorò parecchio nel Regno Unito, morì sul palcoscenico nel 1984 a Manchester: attacco di cuore a settant’anni. I due Shostakovich, qui, sono condotti con estrema lucidità, affilati e stridenti. Tragici, pure quando il compositore, nella Nona, si mostra beffardo e fa le boccacce come un ridicolo pagliaccio sbilenco. D’altronde c’è poco da ridere: con la Quinta cerca di evitare il gulag, o peggio, cospargendosi il capo di cenere dopo esser stato criticato da Stalin; la Nona celebra la vittoria contro i nazisti, ma la stampa sovietica la giudicò poco gloriosa. Jansons e Leningrado non suonano per mostrare la loro efficienza, super. Non vogliono ostentare il loro superbo virtuosismo timbrico e tecnico. Sono al servizio del compositore, sospeso fra nevrosi, catastrofi esistenziali, grottesco. Per bis, Preludio al terzo atto dal Lohengrin di Wagner, radioso.
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Shostakovich – Symphonies 5 & 9
Ica Classics
Voto: 5 stelle su cinque