✕

Fulminacci e tutta l’emozione che serve per ricostruire dalle macerie

Ascolta l'audio

“Calcinacci” è il quarto album del cantautore che ha vinto il premio della critica all’ultimo festival di Sanremo
1 minuti di lettura

Geneticamente indisposto alla retorica. Anche al suo quarto album e nonostante il picco di esposizione raggiunto con Stupida sfortuna all’ultimo festival di Sanremo, Fulminacci non perde la caratteristica che gli ha consentito di essere visibile, riconoscibile, nel panorama spesso troppo sopra le righe del pop italiano contemporaneo. Calcinacci: questo il nome del disco, questa la traccia per entrare nel modo in cui Fulminacci costruisce le sue composizioni. Immagini e linee melodiche che sembrano staccarsi, venir via, da qualcosa di più grande - le emozioni della vita a cui è difficile dare un nome, le note dei capolavori con cui si cresce e che è difficile non evocare di continuo - frammenti (o macerie) che attirano l’attenzione. Pezzi che viene voglia di raccogliere da terra e mettere a posto.

E oltre alla retorica, Fulminacci sfugge anche ad altro: all’intimismo esasperato, a quel ripiegamento su se stessi che è alt…

Geneticamente indisposto alla retorica. Anche al suo quarto album e nonostante il picco di esposizione raggiunto con Stupida sfortuna all’ultimo festival di Sanremo, Fulminacci non perde la caratteristica che gli ha consentito di essere visibile, riconoscibile, nel panorama spesso troppo sopra le righe del pop italiano contemporaneo. Calcinacci: questo il nome del disco, questa la traccia per entrare nel modo in cui Fulminacci costruisce le sue composizioni. Immagini e linee melodiche che sembrano staccarsi, venir via, da qualcosa di più grande - le emozioni della vita a cui è difficile dare un nome, le note dei capolavori con cui si cresce e che è difficile non evocare di continuo - frammenti (o macerie) che attirano l’attenzione. Pezzi che viene voglia di raccogliere da terra e mettere a posto.

E oltre alla retorica, Fulminacci sfugge anche ad altro: all’intimismo esasperato, a quel ripiegamento su se stessi che è altro peccato di un bel po’ di suoi colleghi. Certo, Calcinacci è un almanacco di sogni ad occhi aperti, di melodie che girano intorno e poi abbracciano i normali dolori emotivi del quotidiano. Ma è anche un disco sociale, attento al mondo intorno, a quello che succede “da qualche parte in Italia”, come il titolo di una delle canzoni più riuscite del disco.

Leggi i commenti