Alla fine è un Oscar che accontenta tutti, e mai come questa volta potremmo dire grandi e piccini, anzi soprattutto i piccini. Potremmo pensare con un filo di malignità che quest’anno di canzoni forti ce ne dovevano essere davvero poche per far vincere Golden, cantata dalle Huntr/x, trio di ragazze nato intorno al film che ha vinto come miglior lungometraggio d’animazione.
Ma il film, KPop Demon Hunters, se vi prendeste la briga di vederlo insieme ai vostri piccoli, è anche un depliant esplicativo del K-pop, se mai aveste voglia di capirci qualcosa. Il meta-cartone riassume l’immaginario creato dal genere musicale, il trio di ragazze combatte contro una band di maschi, belli, vagamente demoniaci, con superpoteri, arti marziali, e lo scontro viaggia sulle onde del fantasy, ma rispettando i canoni del divismo e dei fan legati al genere coreano nato negli anni Novanta.
La band di maschi evoca inevitabilmente la più gigantesca creazione del mondo K-pop ovvero il gruppo chiamato BTS, appena tornati in scena dopo una lunga sofferta assenza. E’ certamente un caso che il nome della band sembri una contrazione dei più famosi Beatles, togliete quattro lettere (quattro come appunto i Liverpudlians, per gli amanti della cabala e loro sono in sette) e rimane BTS. Ops... il paragone è sfuggito di mano, ai limiti della blasfemia, anche perché se i Beatles hanno inventato praticamente tutto, i BTS hanno inventato poco o nulla, ma un loro stile ce l’hanno, e sono giovani, giovanissimi, talmente giovani e rispettosi dei valori patri da aver smesso nel 2022 perché RM, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jung Kook, dovevano adempiere ai loro obblighi di leva e così hanno fatto.
Anche qui un paragone illustre verrebbe spontaneo perché anche il giovane dio Elvis obbedì al richiamo e si fece fotografare sorridente in divisa perché prima di tutto l’America, ma non esageriamo con i paragoni. Ora i BTS sono tornati ed è come uno tsunami perché sembrano nati per sfondare record, e infatti il nuovo album (tre anni dopo il precedente) produce cascate di streaming, si intitola Arirang, come una antica canzone popolare contesa come patrimonio da ambedue le Coree, e hanno messo in scena un colossale concerto di bentornati nella piazza principale di Seul davanti a più di centomila fans e in collegamento televisivo con 190 paesi.
Sono pur sempre una boy band, sebbene ormai cresciutella, si muovono in stretta connessione alla danza, qualche frase in inglese gettata sapientemente in mezzo a intere strofe di coreano, all’occorrenza sanno essere romantici, come nel loro pezzo più popolare, Life goes on, ricco di melodia e suadenti flow rap. O come nel nuovissimo singolo Swim che sta ovviamente spopolando. Sono determinati e stilosissimi, si muovono con una perfezione che rasenta il virtuale, passano da una cadenza quasi marziale a malizie da attraenti adolescenti, e sono un piccolo esercito coordinatissimo, anche perché essere in sette implica complicati equilibri e quando parlano si vede che hanno studiato parola per parola per mantenere la parità all’interno della band. Sono un prodotto che unisce moda, danza, puro e rassicurante edonismo giovanile, anche se i conoscitori più attenti leggono nei pezzi del nuovo disco la voglia di raccontare la loro problematica crescita e le difficoltà di ritrovarsi insieme dopo una pausa così lunga. Qualcuno usa addirittura l’aggettivo “profondi”.
Ma non sono soli, con i loro nomi fumettistici sono tanti i gruppi che hanno portato la Corea del Sud, e nessuno se lo sarebbe mai aspettato, a diventare una potenza mondiale della musica, sono Exo, Stray Kids e altri, e al femminile ci sono le Blackpink, Itzy, New Jeans. Le hit si intitolano Dynamite (BTS), Wannabe (Itzy) tanto per cominciare a orientarsi. Hanno in comune questo mix di moda, danza, hairstyle, e per reggere questo schema devono studiare, prepararsi, allenarsi, perché l’eroe di un fumetto non può sbagliare e neanche compiere un gesto che sembri spontaneo o addirittura improvvisato.
Ma attenzione ad avanzare sospetti e dubbi perché gli eroi del K-pop e i BTS in particolari hanno stuoli di fans agguerritissimi, si chiamano BtArmy e hanno un ‘organizzazione perfetta. Se un solo componente si accorge di voi, sporchi dubbiosi e non del tutto riverenti, parte il passaparola, dopodiché passerete qualche ora di inferno.