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Mozart non c’è, ma compare in ogni suono

Enfant prodige, la violinista Clarissa Bevilacqua, 26 anni, pubblia una raccolta di pezzi contemporanei ispirati al genio di Salisburgo
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Si intitola Mozartiana ma non c’è nemmeno una composizione di Mozart in questo album Berlin Classics. Note sue, comunque, compaiono ovunque, sminuzzate e ricucite negli 8 pezzi registrati dalla violinista piacentina Clarissa Bevilacqua, 26 anni, formazione internazionale tra Chicago e il Mozarteum di Salisburgo. Una che, da ragazzina, Mozart non lo capiva: melodie troppo semplici, complicate da suonare. Poi le cose sono cambiate. In verità, nel cd, una Sonata di Mozart si ascolta. Non di Wolfgang: del figlio Franz Xaver, nato cinque mesi prima che il padre morisse. Negli altri lavori, a volte con l’ottima compagnia del piano di Martina Consonni, è sempre l’eredità artistica mozartiana a tener banco. I compositori — dall’800 all’attualità di Giovanni Sollima — ne agguantano un motivo, magari minuscolo, e ci ragionano su. Beethoven ventenne sviluppa una superba serie di variazioni su un’aria dalle Nozze di Figaro, e la tastiera vi spadroneggia. Un altro tema vocale Paul Hindemith lo all…

Si intitola Mozartiana ma non c’è nemmeno una composizione di Mozart in questo album Berlin Classics. Note sue, comunque, compaiono ovunque, sminuzzate e ricucite negli 8 pezzi registrati dalla violinista piacentina Clarissa Bevilacqua, 26 anni, formazione internazionale tra Chicago e il Mozarteum di Salisburgo. Una che, da ragazzina, Mozart non lo capiva: melodie troppo semplici, complicate da suonare. Poi le cose sono cambiate. In verità, nel cd, una Sonata di Mozart si ascolta. Non di Wolfgang: del figlio Franz Xaver, nato cinque mesi prima che il padre morisse. Negli altri lavori, a volte con l’ottima compagnia del piano di Martina Consonni, è sempre l’eredità artistica mozartiana a tener banco. I compositori — dall’800 all’attualità di Giovanni Sollima — ne agguantano un motivo, magari minuscolo, e ci ragionano su. Beethoven ventenne sviluppa una superba serie di variazioni su un’aria dalle Nozze di Figaro, e la tastiera vi spadroneggia. Un altro tema vocale Paul Hindemith lo allaccia nel 1924 alla memoria severa dell’adorato Bach nella Sonata op. 31 n. 2. Sopra un frammento incompiuto, il russo Alfred Schnittke impila altri relitti mozartiani, per due violini sbandati in un garbuglio postmoderno. E c’è chi, come Florian Willeitner, tratta una scheggia mozartiana in maniera schizoide, grattando e graffiando le corde come fossero di una chitarra elettrica.

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